Borriello stila la sua Top XI: "C'è tanto Milan! Metto Maldini, ma non Kakà"
Su Sportweek, settimanale de La Gazzetta dello Sport, Marco Borriello stila la sua Top XI: c'è tanto Milan, ma manca Kakà. L'ex attaccante rossonero ha stilato la sua formazioni e spiegato il perché di tutte le scelte. Ecco, di seguito, le parole di Marco Borriello.
In porta c'è Buffon: "A lungo avversario, ma anche compagno nella Juve e in Nazionale. Il più forte della storia a livello tecnico: sono riuscito a fargli gol con Genoa e Carpi".
Come terzino destro c'è Cafu: "Al Milan, quando ero giovane e facevo la quinta punta, spesso in allenamento venivo schierato ala sinistra e duellavo con lui: imprendibile, sempre sorridente e con la cicca in bocca".
Come primo centrale c'è Nesta: "Da centravanti, invece, me la vedevo con Sandro nelle partitine. Mi diceva: «Sei bello profumato, è un piacere marcarti». Ma quante botte…".
Come secondo centrale, invece, Cannavaro: "Scugnizzo, come me. Per noi napoletani è stato esempio e modello. Un ragazzo semplice che ha realizzato i nostri sogni: Mondiale e Pallone d’oro".
Come terzino sinistro c'è Paolo Maldini: "A Milanello, fin da giovane, andavo al tavolo dei senatori: che soggezione per lui. Campione assoluto, dentro e fuori dal campo".
Nel tandem di centrocampo il primo a scegliere è Andrea Pirlo: "Compagno nel Milan, nella Juve e in Nazionale. Magari aveva meno forza di Seedorf ,altro top, ma possedeva il genio nel cervello e nei piedi. Talentuoso anche nell’originalità delle battute".
Come secondo, invece, c'è Redondo: "Un principe. Elegante nel modo di giocare e nell’accettare la panchina: parliamo di un campione che aveva vinto tutto con il Real Madrid. In allenamento metteva i brividi: classe infinita".
Nel quartetto offensivo la prima scelta si chiama Antonio Di Natale: "Avrei potuto dire Kaká, ma scelgo Totò. Ha preferito l’Udinese ai top club e questo è anche il suo bello. Tecnica pazzesca, non inferiore agli altri big con cui ho giocato. Ha segnato più di 200 gol nella Serie A 'vera'".
La seconda porta il nome di Alessandro Del Piero: "Capitano, ai tempi della Juve abbiamo vinto uno scudetto insieme. Qualità super, ma soprattutto personalità: sempre decisivo nei momenti importanti".
Poi è il turno di Ronaldinho: "Quanti gol mi ha fatto segnare al Milan. Forza nelle gambe, tecnica e fantasia da extraterrestre. Quando voleva scherzare gli avversari, pareva uscito dalla Playstation".
Infine, conclude con Francesco Totti: "Parlava poco, ma coi piedi cantava. Più si alzava la pressione, più voleva la palla. Il campione italiano del cuore, assieme a Roby Baggio".
E come allenatore? Le scelte sono ben due, Gian Piero Gasperini e Carlo Ancelotti: "Gasp trasforma il normale in superlativo. Carlo rende un gruppo di campioni in una squadra vincente". LEGGI ANCHE: Panchina Milan, Thiago Motta in pole: ecco quando arriverà la decisione >>>
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