Pianeta Milan News Milan Interviste Amorim al Milan, parla Boto: "Ha un modo di giocare unico. E' un mix tra Mourinho e De Zerbi"

Amorim al Milan, parla Boto: "Ha un modo di giocare unico. E' un mix tra Mourinho e De Zerbi"

Alessia Scataglini
Il direttore sportivo del Flamengo, José Boto, è stato intervistato dai microfoni di Sportweek: le parole sul Milan e su Amorim...

L'arrivo di Rúben Amorim sulla panchina del Milan ha già acceso molti dibattiti nel mondo del calcio. Tra chi conosce meglio il nuovo allenatore c'è assolutamente Josè Boto, attuale direttore sportivo del Flamengo, che ha vissuto Amorim anche da calciatore ai tempi del Benfica.

Milan, senti Boto: Sembra che ci sia un po' di confusione"

Intervenuto ai microfoni di Sportweek, il dirigente portoghese ha voluto tracciare un analisi approfondita del connazionale, unendo dei grandissimi elogi dal punto di vista tattico fino ad un avviso molto diretto verso la dirigenza del Diavolo.

Il primo nodo cruciale riguarda l'autonomia nella costruzione della squadra. Amorim, infatti, ha idee dogmatiche e necessita di profili ben precisi. Un lusso che nel mondo del calcio di oggi non succede troppo spesso:

'"Amorim sa di cosa ha bisogno, sarebbe bene che gli fosse dato modo di scegliere i calciatori perché Ruben ha un modo di giocare unico. Ma so anche che nel calcio moderno è molto difficile che un allenatore abbia tutto questo potere. È questo è un errore."

Boto non usa giri di parole e analizza con molta schiettezza anche la percezione che si ha dell'ambiente rossonero da esterno, mettendo in guardia la società sui rischi del ridimensionamento:

"Non so perciò se quel ruolo gli verrà assegnato; visto dall’esterno, sembra che nel Milan ci sia un po’ di confusione - magari, se ci stai dentro non è davvero così - ma se a metà strada gli dovessero di nuovo togliere questo potere sarà un problema, perché, come ho detto, lui non permette questo tipo di atteggiamenti. "

L'identikit tattico

Ma che tipo di calcio si deve aspettare il pubblico di San Siro? Boto utilizza una metafora molto curiosa per spiegare l'unicità dell'allenatore portoghese, posizionandolo a metà tra il calcio offensivo di De Zerbi e il pragmatismo che ha caratterizzato la carriera calcistica di Josè Mourinho:
"Che tipo di calcio è quello di Amorim? Alcuni allenatori possono essere assimilati agli chef: le loro squadre si riconoscono come un piatto di un cuoco stellato. Ho lavorato un anno con De Zerbi: non dico che il suo calcio sia il migliore al mondo, ma certamente è riconoscibile nella sua unicità. Lo stesso vale per Ruben. In maniera diversa però: lui è più orientato al possesso, all’idea di come aprire le squadre avversarie senza correre tanti rischi. Un po’ come Mourinho. Tre difensori centrali, due esterni che vanno su e giù, un centrocampomolto solido - Hjulmand è il suo centrocampista ideale -, un centravanti forte fisicamente che fa la guerra coi difensori e attacca la profondità. Il suo è un calcio offensivo ma equilibrato. Se Amorim è più vicino a Mourinho o a De Zerbi? È a metà strada tra i due"

I pilastri del suo scacchiere

Il sistema di gioco di Amorim, infatti, si poggi su alcuni elementi molto fondamentali e ben definiti, da dove poi si costruisce tutta l'intera squadra:
  • I tre centrali: linea difensiva a tre che garantisce la massima copertura
  • i quinti a tutta fascia: due esterni di spinta capaci di sfrecciare lungo le fasce
  • Mediana importante: un centrocampo solido e di sostanza.
  • Il guerriero davanti: Una punta di spessore chiamata a fare la 'guerra' con i difensori.