"Beh, onestamente, non lo so. Non so se abbia rifiutato il Milan. Mi sento con lui, ma non gli ho chiesto se ha respinto o meno l'offerta del Milan. Onestamente, non lo so. Finora ha allenato squadre che non sono il top nei rispettivi campionati. Il Bournemouth, ad esempio, è un'ottima squadra di Premier League, ma non una delle migliori. Il Rayo Vallecano è un buon team della Liga, ma neanche è tra i big. Per lui è comunque andata benissimo. I giocatori seguono davvero le sue idee. Riesce a trovare quel legame con i calciatori che non hanno ancora raggiunto il loro massimo potenziale, e li fa persino crescere, perché molti giocatori cresciuti nel sistema di Andoni finiscono in grandi club. Abbiamo gli esempi di Solanke, Kerkez, Zabarnyj, Kelly, Huijsen, ora al Real Madrid, e così via. Quando eravamo insieme al Rayo, anche Fran García è finito al Rayo Vallecano. Non so se sia vero che ha rifiutato il Milan. Ma è una sua decisione, e se ha scelto così, sicuramente è perché crede che sia l’opzione migliore per lui".
Scelta di Iraola condizionata dal caos rossonero? Parla Mendia
—La confusione societaria che regna ora nel Milan può aver inciso nella scelta di Iraola? Sarebbe stato l'uomo giusto?
"Non lo so, forse. Ma so che Andoni è pronto da tempo ad allenare un top club. Sì, poteva essere l’uomo giusto per il Milan. Lui è pronto. Alla fine, stiamo parlando di calcio. Il modo di giocare di Andoni piace davvero molto ai suoi calciatori. Non c'è motivo per cui non dovrebbe andare in una grande squadra e non riuscire ad inculcare le sue nozioni. Andoni è pronto, perché so che ha un'idea molto chiara di ciò che vuole. Anche gli allenamenti sono orientati ai suoi concetti. Imposta gli allenamenti proprio su questa idea ed è in grado di convincere i giocatori che è quella giusta. Ha a disposizione molti strumenti e risorse per svilupparla. Il suo modo di giocare si adatterebbe perfettamente al Milan".
Al Napoli andrà Allegri, ma si era letto anche di Iraola. Come l'avrebbe visto nel club partenopeo?
"Penso che si sarebbe potuto integrare perfettamente anche a Napoli. Andoni ha l’idea di gioco come quella vista quando c'era Spalletti con il 4-3-3: con Lobotka e Anguissa a centrocampo. Il Napoli giocava in maniera meravigliosa. Ero così innamorato di quella squadra, che andavo a Napoli solo per vederli giocare con Kvaratskhelia a sinistra e Lozano a destra. Spalletti è rimasto fedele alla sua idea, al suo 4-3-3 e non l'ha cambiato per tutta la stagione. Ed era un concetto che i giocatori hanno capito e sviluppato. Posso dire che era meraviglioso vedere quella squadra. Il modo di giocare dei gruppi di Andoni è lo stesso e, dunque, penso che si sarebbe adattato molto bene anche a Napoli".
Iraola potrebbe diventare il nuovo allenatore del Crystal Palace, ovvero proprio la squadra che ha battuto il vostro Rayo Vallecano in finale di Conference League. Cosa ci può dire a riguardo?
"È stato un vero peccato. Conosco molto bene Isi, Óscar Valentín, Óscar Trejo e Iván Balliu. Conservo ancora una stretta amicizia con loro, sin dai tempi in cui ero vice allenatore al Rayo Vallecano. Beh, ho visto la finale di Conference con la maglia di Óscar Trejo, quella della promozione dalla seconda alla prima divisione, quella che mi aveva regalato. È stato un peccato per me, e beh, se alla fine decidesse di andare al Crystal Palace, penso che farebbe un buon lavoro…perché conosce la Premier League, e penso che il suo profilo lì non sia poi così diverso da quello del Bournemouth. È una grande squadra, ma non la considero una squadra di vertice, e lui gestisce molto bene queste situazioni. Lo ha già dimostrato con il Rayo e anche con il Crystal Palace. Penso che l'idea potrebbe essere perfetta per lui".
Di William Scuotto
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