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Milan, il consiglio di Ibra cade nel vuoto: Alajbegović vicino all'Atalanta. Anche se ...

Daniele Triolo
Il trequartista consigliato da Ibra dopo i Mondiali, si allontana dai rossoneri per motivi tattici. Su di lui c'è la Dea, insidiata però dal Chelsea

I fari dei Mondiali 2026, andati in scena tra Stati Uniti, Canada e Messico, non hanno messo in mostra soltanto i campioni già affermati. Tra le note più liete della rassegna iridata c'è stata senza dubbio la Bosnia, trascinata dal talento cristallino di Kerim Alajbegović. Un profilo che non è sfuggito a Zlatan Ibrahimović: il Senior Advisor di RedBird e Gerry Cardinale per il Milan lo ha osservato da vicino e lo ha caldamente consigliato alla dirigenza rossonera. Per diverse settimane, il Diavolo si è mosso concretamente sulle tracce del ragazzo, prima che le strategie di mercato prendessero un'altra direzione.

Classe 2007, Alajbegović è reduce da una stagione da incorniciare in Austria con la maglia del RB Salisburgo, condita da ben 13 gol e 4 assist in 44 apparizioni complessive. Numeri importanti che hanno spinto il Bayer Leverkusen — club che lo ha svezzato calcisticamente — a esercitare il diritto di riacquisto del cartellino fissato a 8 milioni di euro. L'intenzione delle "Aspirine", tuttavia, è sempre stata quella di generare una ricca plusvalenza immediata. Il Milan ha annusato l'affare accelerando i contatti dopo l'endorsement di Ibrahimović, senza però sferrare l'attacco decisivo.

I motivi del dietrofront del Milan: una questione di sfoltimento e tattica

A frenare l'assalto del Milan al gioiello bosniaco sono state valutazioni di natura puramente tattica e strutturale. Il nuovo allenatore rossonero, Rúben Amorim, ha espresso la necessità di avere un trequartista mancino che ami gravitare sulla corsia di destra per poi accentrarsi. Alajbegović, al contrario, è un destro naturale che preferisce sprigionare la sua classe partendo dalla fascia sinistra.

In quella specifica porzione di campo, inoltre, la rosa del Diavolo è già ampiamente satura. Ad oggi, Amorim può fare affidamento sulla qualità di Christian Pulisic, sulla duttilità di Christopher Nkunku e sulla presenza di Rafael Leão, il quale non ha ancora aperto alla cessione verso nessuna delle destinazioni proposte.

L'Atalanta di Sarri ci prova, ma incombe l'ombra del Chelsea di Xabi Alonso

In questo scenario di stallo si sono inserite con forza le concorrenti. La squadra più vicina ad Alajbegović è l'Atalanta di Maurizio Sarri. Il fantasista ha già visitato le strutture del centro sportivo di Zingonia e ha raggiunto un principio di accordo sull'ingaggio con la "Dea", considerata al momento la sua opzione prioritaria per il futuro.
Dalla Bosnia, però, lanciano l'allarme: la fumata bianca tra i bergamaschi e il Leverkusen non è affatto scontata. Oltre alla distanza economica sulla valutazione del cartellino — per cui i tedeschi pretendono 30 milioni di euro senza sconti — sullo sfondo si staglia minacciosa l'ombra della Premier League, nello specifico del Chelsea. Il nuovo manager dei Blues è infatti quel Xabi Alonso che lo aveva già promosso in Prima Squadra ai tempi di Leverkusen nella stagione 2024-2025. Se il Chelsea dovesse decidere di affondare il colpo, la concorrenza italiana verrebbe spazzata via.

Tuttavia, proprio l'asse Londra-Milano potrebbe riservare un colpo di scena finale. I rapporti tra la dirigenza rossonera e quella inglese sono storicamente eccellenti; qualora Leão dovesse infine salutare Milanello e il Chelsea si ritrovasse con un reparto esterni troppo affollato, non è escluso che il Milan possa chiedere Alajbegović con la formula del prestito, regalando così ad Amorim una preziosa risorsa offensiva last-minute.