La nostra analisi: bell'attaccante, ma è quello che serve?
—Sørloth, in carriera, ha realizzato fin qui 216 reti in 528 partite, alla media di di una rete ogni 2 partite e mezza, più o meno. Quindi è un attaccante forte, che vede la porta. Abile a far reparto da solo, può giocare da prima punta e persino da esterno: nonostante l'altezza, è più bravo con i piedi. Perfetto per legare il gioco di squadra.
La nostra sensazione, però, è che per un Milan che punta a tornare nell'élite del calcio europeo, serva ben altro. In carriera, infatti, Sørloth è stato titolare sempre in squadre di media caratura (Gent, Trabzonspor, Real Sociedad, RB Lipsia, Villarreal per citarne alcune) mentre in un top club come l'Atléti è sempre stato considerato soltanto un'ottima alternativa. Nell'estate in cui si può arrivare a Dušan Vlahović o a Robert Lewandowski, il Milan potrebbe e dovrebbe fare altre scelte. Puntando magari su Sørloth come primo cambio di uno tra il serbo e il polacco, considerando le sicure cessioni di Santiago Giménez e Christopher Nkunku.
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