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Milan, una scossa che non basta: stagione sempre più buia

Redazione

La scossa relativa all'arrivo di Gattuso non è bastata. Il Milan a Benevento pecca ancora in lucidità e concentrazione: i due gol subiti ne sono la prova

di Deborah Maria della Valle

Dopo ciò che è accaduto oggi al Vigorito i tifosi rossoneri le hanno viste tutte, rimane poco che potrebbe stupirli e certamente nulla per la quale rallegrarsi. Si chiude così la 15° giornata di campionato per un Milan che non decolla neanche contro il Benevento ultimo in classifica. Un’altra giornata, l’ennesima, da dimenticare. Quella di oggi è una partita che entrerà nella storia del calcio italiano andando ad arricchire un'altra pagina del libro nero del Milan (del libro delle glorie non si hanno notizie da tempo).

In occasione del Gran Galà del calcio svoltosi a Milano lo scorso lunedì il direttore sportivo Massimiliano Mirabelli dopo l’esonero di Vincenzo Montella e la scelta di Gennaro Gattuso al comando della prima squadra, aveva rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di Sky Sport 24: “Avevamo necessità di dare una scossa dopo questo periodo negativo”. La scossa c'è stata? La squadra sannita ha perso tutte e 14 le partite di campionato ed era palese che oggi cercavano il punto, lo sapevano tutti. Siamo sicuri che anche i giocatori di Gattuso ne erano al corrente? Quale occasione migliore per ripartire, per invertire il trend negativo con un nuovo allenatore in panchina e per provare a ripagare la fiducia dei tifosi che li stanno supportando (e sopportando) nonostante i pessimi risultati e la posizione in classifica ampiamente lontana dalle aspettative. Tutto inutile, occasione sprecata e ripartenza rimandata (la speranza si sa è sempre l’ultima a morire) ma qui la stagione rossonera sta assumendo i contorni di un incubo.

Male la difesa (l’unico che si salva oggi è capitan Bonucci), palesemente bloccati i a livello mentale e totalmente indietro sul piano fisico, questo Milan fa acqua da tutte le parti. A nulla serve la buona partita di Jack Bonaventura (dopo un inizio scricchiolante regala 1 gol e un assist) e il gol di Nikola Kalinic che finalmente è riuscito a vedere la luce dopo 421 minuti di assoluto buio. La scossa cambio di allenatore non è bastata. La missione Gattuso inizia con un pareggio e con un record della quale il tecnico di Corigliano Calabro avrebbe fatto volentieri a meno: nessun’altra squadra ha concesso punti agli Stregoni. L’espulsione di Romagnoli per doppia ammonizione (e troppa ingenuità) ha sicuramente complicato le cose e la gestione della gara ne ha risentito ma con l’entrata di Zapata in campo per cercare di rafforzare il reparto difensivo il vantaggio andava tenuto stretto. L'appello del nuovo tecnico rossonero, che aveva chiesto di giocare la gara come fosse una finale di Champions League, evidentemente non è bastato.

In conclusione l’unico a “Ringhiare” è stato Gattuso in panchina perché di grinta in campo non c'è stata  e i due gol subiti ne sono la dimostrazione. Un fulmine a ciel sereno per Gigio Donnarumma e compagni la rete del portiere giallorosso Alberto Brignoli al 95’, nonché per tutta l’Italia e gli italiani. Poca concentrazione e poca lucidità in una giornata dal finale clamoroso: film di natale rimandato a data da destinarsi a causa di un colpo della strega incredibile per un Milan (ancora e ancora) da film horror.

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