Milan-Roma, Montella duro: “Adesso voglio vedere il furore”
Le maledizioni, a quanto pare, esistono davvero. Niente 100esima vittoria in Serie A, da tecnico, per Vincenzo Montella e, al contempo, nemmeno la prima vittoria da allenatore contro la Roma: un tabù che potrà essere infranto, eventualmente, alla prossima occasione. Così come quello del Milan che, dal momento in cui è divenuto di proprietà di Yonghong Li, non è stato più in grado di vincere, racimolando appena 2 punti in 4 gare: persino un pareggio, visti la sconfitta dell'Inter ed il 2-2 della Fiorentina contro il Sassuolo, sarebbe valso oro nella corsa all'Europa League ma il Milan (non) visto in campo nel posticipo del 'Meazza' contro i giallorossi di Luciano Spalletti non sarebbe stato certo in grado di coglierlo.
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Atteggiamento, mentalità, tenuta fisica: ieri sera, in casa rossonera, è mancato tutto. Nessun segnale positivo dalla squadra, che, ad un certo punto della partita, è sembrata non sapere più che pesci prendere. Se non quelli in faccia dalla Roma. E Montella, lucidamente, ha ammesso tutto nel post-partita. “Senza tanti giri di parole, la Roma ci è stata superiore nettamente, come calciatori e come allenatore – ha detto l'Aeroplanino, le cui dichiarazioni sono state riportate, questa mattina, dai maggiori quotidiani sportivi nazionali -. E' prevalsa la loro qualità mentre noi, spesso, abbiamo sbagliato la giocata decisiva”.
Pesante l'1-4 incassato dai rossoneri, nella prima delle due “gare facili” come aveva sottolineato Montella dopo il beffardo pareggio allo 'Scida' di Crotone. “Un punto sarebbe stato determinante – l'ammissione del tecnico milanista -, ma siamo ancora perfettamente in linea con gli obiettivi. Ci giochiamo tutto, o parecchio, contro l'Atalanta, che con tutto il rispetto ha un livello tecnico inferiore alla Roma. Ora voglio vedere il furore – ha incalzato Montella -, la formazione la faranno i ragazzi con il loro atteggiamento. Non mi è piaciuta la depressione che ho visto dopo il gol dell'1-3. Per come abbiamo lavorato, però, meritiamo l'Europa, a cui teniamo tantissimo”. Anche se, in campo, tutto questo proprio non si è visto.
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