L'opinione - “Malinconico Milan, gioca per le rivali. I soldi Champions un'ossessione”
Enrico Currò e Luca Pagni, giornalisti di 'Repubblica', nel loro articolo congiunto in edicola questa mattina hanno definito 'malinconico' il Milan di Vincenzo Montella, costretto, quale nobile decaduta da qualche anno a questa parte, a giocare per i rivali. Se, infatti, domani sera a San Siro il Diavolo batterà la Roma, consegnerà nelle mani dell'odiata Juventus il 6° Scudetto consecutivo.
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Brutta botta per i colori rossoneri. Per il nuovo Milan 'cinese', comunque, al di là della lotta per la qualificazione alla prossima edizione dell'Europa League, l'obiettivo dichiarato è quello di tornare entro le prime 4 della classifica di Serie A la prossima stagione e, di conseguenza, tornare a disputare la Champions League nel 2018. “Altrimenti – scrivono Currò e Pagni – sono guai: il piano finanziario sotto la lente UEFA prevede un aumento dei ricavi di 150 milioni in 3 anni. E i primi 50-60 devono arrivare proprio dalla Champions, evitando la quinta stagione di esilio sportivo-economico. La prossima sarà la quarta: l’eventuale Europa League non basta”.
L'ultima gara del Milan in Champions League è datata 11 marzo 2014, quando, allo stadio 'Vicente Calderón', i rossoneri si arresero all'Atlético Madrid per 4-1. “Adesso i soldi della Champions sono più di un’ossessione – hanno incalzato Currò e Pagni - Sono l’unico modo per Yonghong Li di cominciare a restituire in 18 mesi il prestito da 303 milioni più interessi, a un tasso medio del 9,5%. E di non consegnare il Milan a chi ha prestato il denaro, il fondo statunitense Elliott di Paul Singer. Che vigila, con l’ex presidente dell’Eni Scaroni, vicino a Berlusconi. È palese la funzione di controllo della parte italiana del Cda, completata da Patuano, Cappelli e Fassone”.
Il fondo Elliott sorveglia la situazione con molto interesse: l'idea di prendersi il Milan, ha insistito 'Repubblica', potrebbe affascinarlo, ma Paul Singer ed il figlio Gordon, appassionati sì di calcio ma tifosi dell'Arsenal, restano convinti, se dovessero rilevarlo, di poterlo rivendere a una cifra più alta del prestito a Yonghong Li. Altra destinazione possibile per il Milan resta la borsa: “I cinesi possono rimborsare il prestito soltanto con lo sblocco dei fondi che dichiarano congelati in patria dalle norme sugli investimenti all’estero o appunto con la quotazione a Hong Kong entro fine 2018. Ma prima serve la Champions: l’obiettivo diventato imperativo”, hanno concluso Currò e Pagni.
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