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Fiorentina, Chiesa: “Non mi aspettavo un Milan così. Su Kakà…”

Salvatore Cantone

Federico Chiesa, attaccante della Fiorentina, ha rilasciato un'intervista al "Corriere della Sera", in cui ha parlato della sfida di quest'oggi con il Milan

Federico Chiesa, attaccante della Fiorentina, ha rilasciato un'intervista al Corriere della Sera. Tra i temi trattati c'è anche il Milan, prossimo avversario del giocatore viola in campionato: "Il campionato italiano è molto competitivo, a tutti i livelli. Napoli, Juventus e Inter si giocheranno lo scudetto, ma è bella anche la lotta per l'Europa League. Per noi è una sorta di anno zero, un nuovo inizio. Viviamo alla giornata. I conti si faranno alla fine. Nessuno si immaginava che il Milan incontrasse così tante difficoltà. Però resta una squadra difficile da affrontare e non ci possiamo permettere cali di tensione".

Su Kakà: "Il mio idolo da ragazzino era Kakà, un modello dentro e fuori dal campo. A casa abbiamo un corridoio con le maglie di tutti i campioni, la sua però ci manca… Il campione preferito di oggi è Griezmann dell'Atletico Madrid, poi Di Maria. Mi piace il calcio internazionale, soprattutto il Manchester City di Guardiola: gioca il calcio più bello d'Europa".

Sulle sue qualità: "Non sono ancora un calciatore vero, mio padre dice che prima di diventarlo bisogna giocare 300 partite in serie A. Io ho appena tagliato il traguardo delle 50 con la Fiorentina. Siamo diversi, il suo tiro era formidabile, io ci sto lavorando. Però quando parto palla al piede mi ingobbisco come faceva lui. Vivo tutto con leggerezza, senza pensarci troppo. È cambiato, invece, il rapporto con la gente. Ora quando vado in centro i tifosi mi riconoscono, mi fermano, mi chiedono un selfie o un autografo. Per il resto non mi sento diverso. Il privato lo custodisco gelosamente. E gli amici sono gli stessi di sempre. Le aspettative sono uno stimolo. La mia filosofia è la stessa del giorno in cui sono andato a Moena: dare l’anima a ogni allenamento. Si dice che sono diventato uno dei leader. Io la vedo in maniera diversa: ogni settimana devo dimostrare che merito una maglia da titolare. Il lunedì, nessuno deve sentirsi sicuro del posto".

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