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Donnarumma, i 5 casi di dietrofront più eclatanti

Donato Bulfon

Sembrava una rottura insanabile ma ora il Milan e Donnarumma sembrano sempre più vicini. Ripercorriamo i 5 dietrofront più eclatanti nel calcio degli ultimi anni

Rivolta

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L'11 giugno 1995 il patron della Lazio, Sergio Cragnotti, porta avanti con Calisto Tanzi, numero uno del Parma, la cessione del bomber biancoceleste Giuseppe Signori agli emiliani, per 25 miliardi di lire. E qui si scatena il putiferio: oltre 5.000 persone si rechereanno sotto la sede dei laziali di Via Novaro per tutto il giorno, protestando vivacemente ma civilmente. Nel tardo pomeriggio Dino Zoff, allora presidente dei romani, sotto la spinta dei tifosi, annuncia l'annullamento della trattativa e conseguentemente il calciatore resta a Roma. E' la prima volta nella storia del calcio che la passione popolare costringe una Società a trattenere un calciatore vista la ferrea volontà dei tifosi.

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La finestra

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19 gennaio 2009, i tifosi rossoneri vissero una delle giornate più lunghe: il Manchester City sbarcò a Milano con oltre 100 milioni di euro per acquistare il brasiliano. Era tutto fatto, poi i cori "Non si vende Kakà" e l'intervento di Berlusconi gli fecero cambiare idea, con tanto di annuncio ufficioso della conferma dal balcone di casa del brasiliano. Salvo poi essere ceduto nel giugno successivo al Real Madrid per 67 milioni....

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A tavola

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Era il 12 gennaio 2012 quando Adriano Galliani incontrò a pranzo Carlitos Tevez ed il suo agente per parlare ed ufficializzare la trattativa che avrebbe dovuto portarlo a Milano. Non tutto, però, andò per il verso giusto perché dopo quel meeting con l’amministratore delegato rossonero, l’attaccante di Ciudadela restò al Manchester City. La cosa che bisogna sottolineare è che, sia nei giorni precedenti e sia in quel momento, tutti i siti calcistici riportavano la frase “Milan-Tevez: è fatta!”. Insomma, da quell’istante potrebbe essere iniziata la debacle del Condor della Brianza, ma la foto dell’incontro fu così virale che il popolo rossonero ora sorride a guardarla. Salvo poi ricevere un ulteriore smacco: un anno e mezzo dopo, Tevez passa alla Juventus, facendone le fortune.

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Mele marce

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20 gennaio 2014. Doveva essere il giorno della definizione dello scambio Vucinic-Guarin tra Inter e Juventus. Allenatori d'accordo, giocatori d'accordo, procuratori d'accordo e persino i club d'accordo. Ma la rabbia è montata furiosa tra i tifosi interisti che si sono sentiti presi in giro. Mobilitazione ultrà sotto la sede nerazzurra, striscioni e offese contro i dirigenti definiti "mele marce" e incontro in sede per 4 ultrà (come rappresentanza del tifo). Risultato? Moratti convince Thohir a ripensarci, l'Inter si tira indietro e lo comunica via sito ufficiale. Rapida la risposta bianconera - sempre a mezzo Internet -: "Sconcertante".

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No alla Signora

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Doveva passare alla Juventus, ma il cuore in questo caso ha deciso. No, Antonio Di Natale, bomber dell'Udinese e della Nazionale, nel 2010 fa la scelta della vita. Resta in Friuli. Ecco il comunicato del club friulano a piegare le cose: "L'Udinese Calcio, in relazione alle voci su una possibile cessione del proprio capitano Antonio Di Natale, precisa che in questi giorni non è mai stata aperta alcuna trattativa con alcun club per il trasferimento del calciatore, né è mai avvenuto alcun incontro con rappresentanti di altre società.Il giocatore, nelle passate giornate, ha espresso il desiderio di valutare alcune offerte prevenutegli da parte di altre compagini, la più concreta delle quali dalla Juventus Football Club, e alla fine ha ribadito, coerentemente con quanto espresso nel corso degli ultimi anni, la volontà di restare a Udine.L'Udinese Calcio esprime la propria massima soddisfazione per la decisione presa dal proprio capitano e con il presente comunicato ufficiale ritiene archiviata la vicenda".

 

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