Donnarumma-Day: la cronaca di una giornata convulsa
La Gazzetta dello Sport quest'oggi ha fatto un riassunto della giornata di ieri a Casa Milan, che è stata piuttosto convulsa, con tanta attesa, tensione e colpi di scena. Il giovedì di Marco Fassone e Massimiliano Mirabelli si era aperta, come di consueto, con un classico meeting mattutino con i vari agenti dei giocatori ed, infatti, ieri è stato il turno di M'Baye Niang e Gianluca Lapadula, entrambi in orbita Everton, con lo sbarco a Milano dell'intermediario Morabito. Ore 13, si va a pranzo in centro e, per pura casualità, l'amministratore delegato rossonero si ritrova nello stesso ristorante del presidente dell'Inter, Zhang Jin Dong. Poco meno di due ore dopo, a Casa Milan arriva anche il presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, speranzoso di un possibile rinnovo di Donnarumma, ma il politico era giunto in via Aldo Rossi per un semplice incontro di cortesia. Ore 15, di Mino Raiola, procuratore del portiere classe '99, non c'è ombra. Infatti, servono ancora due ore per avvistare l'agente italo-olandese a Casa Milan che, al suo arrivo nella sede rossonera, sembrava contento e pronto a dare buone notizie a tutti i tifosi devoti al Diavolo.
Ma non è così, perché dal momento dell'inizio dell'incontro (ore 17,10) a quello dell'intervento in conferenza stampa di Fassone, passavano solamente venti minuti. Novanta secondi di discorso da parte dell'amministratore delegato, accompagnato da Mirabelli, che poco prima non aveva partecipato al colloquio con Raiola, per annunciare il rifiuto del contratto da parte di Gigio Donnarumma. Apriti cielo: tanti gli insulti sui social, ma il dispiacere è tanto, quel bacio sulla maglietta è stato inutile. Il portiere nativo di Castellammare si trovava - e si trova tutt'ora - in Nazionale (Under 21 per la precisione, ndr) ed il suo futuro verrà deciso al momento del suo rientro a Milanello.
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