Pianeta Milan archivio2016 Tutti vogliono Mihajlovic, tranne Berlusconi

Tutti vogliono Mihajlovic, tranne Berlusconi

Edoardo Colombo
La dirigenza si interroga sul sostituto, intanto Mihajlovic ribadisce: "Non darò le dimissioni ma non posso conferma".

“ Sono interista, non potrei mai allenare il Milan, neanche se stessi morendo di fame”. Pontificò così Mihajlovic, nel novembre 2010, quando ancora allenava il Catania. Ma si sa, il calcio ti rende volubile nei sentimenti. Il Milan ai milanisti, è questo il claim della società rossonera. E oggi, durante la conferenza stampa della vigilia di Milan-Juventus, il buon Sinisa sembrava poco convinto, come se stesse lasciando un testamento sulla sua avventura in rossonero.

Le continue frecciatine al vetriolo di Silvio Berlusconi hanno destabilizzato il tecnico serbo. Proprio l’ex premier, dall’ultimo gradino della catena alimentare rossonera, è intenzionato a dare il benservito al suo dipendente. Il nome di Brocchi, attuale guida della primavera, si fa sempre più caldo, sponsorizzato dal buon rapporto tra l’ex giocatore della Lazio e Berlusconi. Anche se, in casa Milan, non tutti la pensano allo stesso modo. Anzi, tutti remano in una direzione. Tutti, tranne il capo supremo. Se per Berlusconi l’anno prossimo la squadra dovrà cambiare guida tecnica, per gli altri organi societari no.

"A mister Mihajlovic siamo vicini e compatti, intanto l'abbiamo scelto, è qui e ha 2 anni di contratto. I rumors non si riescono a frenare, lasciamo tranquillo Sinisa a lavorare. Certamente la squadra è con lui, dopo 30 anni mi accorgo se la squadra è con o contro l'allenatore: come tutte le cose, bisogna fare dei punti e dei risultati". Queste, per esempio, sono solo alcune delle ultime parole di Adriano Galliani. Non solo, anche Arrigo Sacchi, totem della storia rossonera, segue a ruota il dirigente brianzolo: "Di allenatori bravi ce ne sono tanti ma io preferirei che rimanesse Mihajlovic". Parole importanti quelle pronunciate a Rai Radio2. Parole pesanti come un colpo di stato. Il pensiero del profeta di Fusignano, comune a quello di tanti tifosi, rischia di lasciar da solo il presidente Silvio Berlusconi deciso a cambiare ancora allenatore.

Mihajlovic ancora in rossonero, per un altro anno. E’ questo il plebiscito della piazza milanista. In Via Aldo Rossi, giocoforza, serve programmazione, strategia e lungimiranza. Ma Mihajlovic si dovrà mettere il cuore in pace, perché queste qualità attualmente sono sconosciute al club meneghino. Il paradosso, però, è il seguente: la società, infatti, ha messo in discussione proprio la guida tecnica, senza fare ammenda dei propri errori.

La squadra stessa è dalla parte del tecnico: "Ci siamo ormai abituati, sono 3-4 anni che queste indiscrezioni sono continue. Sappiamo che le regole sono queste, quando i risultati non arrivano si fanno tanti nomi ma sappiamo che la società e la squadra hanno piena fiducia in Mihajlovic e mi auguro di continuare l'anno prossimo con lui". Questo messaggio di Montolivo, pervenuto ieri durante un evento a San Siro, funge da vox populi.

Ovvio, il Milan è più forte del Sassuolo, è più competitivo del Chievo Verona e dovrebbe essere più bello dell’Atalanta. L’allenatore, dunque, non è perfetto; sia chiaro. La clausura imposta dal tecnico, infatti, è stata la tacita ammissione di un fallimento totale. E per questo "come per tutti gli allenatori contano i risultati: a fine anno vedremo cosa succederà o anche prima, se dovessimo fare schifo, ma non sono spaventato, è la normalità per un’allenatore. Io ho la coscienza pulita e fino a quando sarò qui darò tutto per questa squadra".