LA LEZIONE - I tre insegnamenti di Milan-Fiorentina
La bella vittoria ottenuta contro la Fiorentina al termine di una gara, finalmente, giocata bene dall’inizio alla fine, lascia in eredità diverse note positive che dovrebbero permettere al Milan di preparare al meglio la trasferta di Empoli. La partita in terra toscana, dovrá certificare se la vittoria contro i gigliati é stato un exploit isolato oppure se la squadra può definitivamente svoltare verso traguardi un pò piú ambiziosi.
AC Milan v ACF Fiorentina - Serie A
Tra gli insegnamenti lasciati in ereditá dall’ultima vittoria sono da evidenziare sicuramente la posizione rinsaldata di Mihajlovic, i miglioramenti nel gioco espresso e la necessitá di sfruttare questi ultimi quindici giorni di mercato per sfoltire e, possibilmente, migliorare ulteriormente la rosa.
Analizziamo brevemente i dettagli di questi insegnamenti di cui il Milan dovrá far tesoro:
- Allenatore: la vittoria di domenica ha il timbro di Sinisa Mihajlovic che vede finalmente rinsaldata la sua posizione; é evidente come il tecnico serbo non avesse colpe particolari sul momento negativo della squadra ed ha comunque dimostrato di non aver mai perso di mano il gruppo (cosa fondamentale per un allenatore). Sinisa sta plasmando la squadra a sua immagine e somiglianza e domenica sera si é vista finalmente in campo una squadra con un’identitá precisa tipica delle formazioni di Mihajlovic. Nonostante la classifica, il lavoro del tecnico va rivalutato in quanto, negli ultimi mesi, oltre a lanciare Donnarumma e a recuperare giocatori in difficoltà come Montolivo e Honda, Mihajlovic ha lavorato molto anche sulla testa dei suoi giocatori, convincendoli a credere maggiormente in loro stessi e in un calcio diverso da quello professato ad inizio stagione. La sintesi é dunque difesa e ripartenze, tanto poi in avanti con un Bacca così, vero cecchino in area di rigore, un gol prima o poi lo si fa.
Mihajlovic adesso va lasciato lavorare in pace, almeno fino al termine della stagione, e si spera che i rumors di un esonero imminente finiscano, a maggior ragione dopo una vittoria come quella di domenica sera.
- Gioco: rispetto all’inizio della stagione, nel Milan non è cambiato solo il modulo, ma soprattutto la filosofia di gioco: Mihajlovic, ha deciso coraggiosamente di giocarsela a modo suo e quindi meno possesso palla e maggiore equilibrio, attenzione alla fase difensiva e ripartenze. Non é un mistero che questo non sia il gioco preferito dal presidente Berlusconi, ma senza dubbio è quello che ha dato maggiori risultati fino a questo momento. Contro i Viola, per la prima volta, si é vista una squadra concentrata dall’inizio alla fine e con una precisa organizzazione di gioco fatta di pressing, ripartenze verticali e buona qualitá individuale nelle uscite palla al piede. Vista la rosa a disposizione, questo sembra essere l’atteggiamento giusto per provare a rimontare posizioni di classifica nel girone di ritorno.
- Mercato: rinsaldata la posizione del tecnico e trovata finalmente un’identitá di gioco, bisogna sfuttare al meglio queste ultime due settimane di mercato. La rosa, innanzitutto, andrebbe sfoltita di almeno tre o quattro esuberi per poi migliorarla con uno o due innesti di qualitá, specie a centrocampo. Qualcosa inizia a muoversi anche sul fronte mercato ed il rientro di Boateng, nel suo piccolo, sta giá dimostrando come migliorando la qualitá della rosa il Milan possa ancora dire la sua fino al termine del campionato. Le vicende societarie di questi giorni influiranno sicuramente anche sul mercato ma sarebbe davvero un peccato non concretizzare questi ultimi giorni di trattative per innalzare ulteriormente il tasso tecnico della squadra sia per il breve periodo che in prospettiva.
La stagione del Milan puó ancora regalare qualche soddisfazione: ci sono, quanto meno, una qualificazione alla prossima Europa League da conquistare ed una Coppa Italia da provare a vincere ma per non avere rimpianti bisogna remare tutti dalla stessa parte, lasciar lavorare il mister e non disperdere quanto di buono si é iniziato a vedere a sprazzi contro Roma e Carpi e, finalmente, per novanta minuti contro la Fiorentina.
Gaetano De Pippo
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