CHE NE SARÁ DI NOI? IN ATTESA DI MR BEE FACCIAMO CHIAREZZA
Federica Di Bartolomeo
Federica Di Bartolomeo (fonte foto: pianetamilan.it)Che ne sarà di noi, così titolava un celebre film di Giovanni Veronesi. Che ne sarà di noi, lo pensa negli ultimi tempi anche il popolo rossonero. Non ci sono certezze, né garanzie per il domani che verrà: una squadra da rifondare, un allenatore in forse e un’intera società probabilmente da vendere. Dopo anni di vittorie, glorie e trionfi, il Milan è caduto così in basso, difficile da credere, ma è così. Con l’Europa che ormai è solo un ricordo, il campionato che si gioca per l’obiettivo minimo, il terzo posto, la finale di Coppa Italia che non si sa più da quanto la si guarda solo in tv, 2003 se non sbaglio. Il Milan non riesce a tenere il passo, non solo della Juve, che diciamolo in Italia non ha rivali, ma anche di Roma, Napoli, Fiorentina, Sampdoria e persino Torino.Nelle ultime ore è di moda parlare di cessione, mancano due giorni, infatti, all’arrivo di Mr. Bee a Milano, come da lui preannunciato. Ma l’attuale patron rossonero non ha ancora deciso a chi affidare il suo Milan, sempre se davvero a qualcuno lo affiderà. Thailandesi o cinesi, o magari si farà avanti qualcun altro, si vocifera che ci sia stato un incontro in Cina tra Fininvest, la cordata cinese ed esponenti del Governo di Pechino “altamente strategico e di grande importanza” ma dai contenuti segreti, stando a quanto riportato dall’edizione odierna di Tuttosport. 600 i milioni messi sul piatto, più l’estinzione di tutti i debiti, ma in cambio si chiede la maggioranza delle quote societarie. Non era questo che aveva in mente Berlusconi, disposto all’apertura a capitali stranieri, ma non a dare via quasi tutto.Non ci sarebbero cambiamenti fino al 2020, tutti al proprio posto, con Berlusconi presidente onorario, i cinesi per dirla in breve dovrebbero solo finanziare e decidere, e chiamiamolo poco! Novità sono nell’aria, ma è ancora tutto da definire almeno sul piano societario, quello che è certo, è che, a giugno, si darà il via a una vera e propria epurazione della squadra con gli addii di molti, tra cui Abbiati, Muntari, Essien, De Jong e Pazzini, a cui se ne aggiungeranno tanti altri. Quasi un’intera squadra verso l’addio e non sarebbe poi così male data l’età media dei partenti. Bisogna capire, però, se qualcuno è intenzionato a investire, perché la politica dei parametri zero, fatta eccezione per alcuni casi, ultimamente non ha portato a nulla di buono. I tifosi chiedono i nomi giusti per tornare a essere grandi, rimpiangendo i vari Thiago Silva, Pirlo, Kakà, Ibrahimović, ma l’attuale società promette e non mantiene, perché non può permetterselo, da qui la necessità di far entrare nuovi soci. Bisogna considerare, però, che Berlusconi, messo alla gogna dai tifosi ormai stanchi, è pur sempre una garanzia, il resto, invece, è tutto ignoto. E la storia ci ha insegnato che fidarsi è bene, non fidarsi è meglio. Allora si attende per cercare di capire, ma intanto continuiamo a chiedercelo: che ne sarà di noi? Ai posteri l’ardua sentenza.Federica Di Bartolomeo @FedericaDB22