Torino-Milan, Abate contro Amorim: l'ex rossonero sfida il passato con il 'dente avvelenato'
Questa sera lo Stadio Olimpico Grande Torino sarà il teatro di un affascinante scontro generazionale in panchina tra il Torino di Ignazio Abate e il Milan di Rúben Amorim. Come evidenziato dall'edizione odierna de La Gazzetta dello Sport, la sfida valida per la prima giornata di Serie A mette di fronte due tecnici quarantenni uniti da una comune identità tattica fondata sul modulo 3-4-2-1, ma separati da percorsi professionali differenti e, nel caso dell'allenatore italiano, da un passato rossonero interrottosi bruscamente a causa dei dissidi con Zlatan Ibrahimović legati alla gestione del giovane Maximilian Ibrahimović.
Torino-Milan Abate Amorim 23 agosto 2026
Il massimo campionato italiano sta vivendo una vera e propria rivoluzione verde in panchina. Abate (classe 1986) e Amorim (classe 1985) incarnano alla perfezione questa nuova ventata di freschezza. Due filosofie "giochiste" speculari che promettono di regalare novanta minuti di puro spettacolo, lontani anni luce dal vecchio e logoro cliché del calcio difensivista all'italiana che bada solo a non prenderle.
I due percorsi: la crescita di Abate e la sete di riscatto di Amorim
Se le idee di gioco si somigliano, le parabole delle loro carriere hanno vissuto dinamiche opposte. Ignazio Abate è in una fase di costante ascesa professionale: dopo gli ottimi risultati alla guida del Milan Primavera, culminati con la storica finale di UEFA Youth League nel 2024, ha confermato il suo valore prima a Terni – dove ha subìto un esonero paradossale con la squadra al secondo posto in classifica – e poi sulla panchina della Juve Stabia, trascinata fino ai playoff di Serie B.Rúben Amorim, al contrario, rappresenta il tecnico d'élite in cerca di un rilancio definitivo. Dopo aver fatto sfracelli in patria vincendo una Coppa di Lega con lo Sporting Braga e dominando con lo Sporting Lisbona (due campionati, due Coppe di Lega e due Supercoppe), il portoghese si è parzialmente arenato nella difficile transizione alla guida del Manchester United. Ora, sulla panchina del Diavolo, cerca la sua personale risalita verso l'Olimpo d'Europa.
Pressione, possesso e verticalità: i dubbi sulla trequarti
Dal punto di vista puramente tattico, la "rosea" prevede un match aperto a qualsiasi risultato. Entrambi gli allenatori fanno del dogma dei tre concetti – pressione alta, possesso strutturato e verticalità immediata – il nucleo del proprio 3-4-2-1. Molto dell'atteggiamento strategico dipenderà dalle scelte definitive che i due tecnici compiranno sulla trequarti campo.In casa granata il ballottaggio è tra Cesare Casadei, centrocampista d'inserimento fisico, e Alieu Njie, che nasce invece come punta esterna pura votata all'uno contro uno. Sul fronte rossonero, Amorim deve decidere se affidarsi all'equilibrio tattico di Alexis Saelemaekers o all'esuberanza spiccatamente offensiva del giovane Alphadjo Cissè. Scelte di formazione che muteranno inevitabilmente lo spartito della gara.
Il retroscena: la ferita aperta tra Abate e Zlatan Ibrahimović
Al di là degli aspetti di campo, Torino-Milan si porta dietro una fortissima carica emotiva per Ignazio Abate. L'ex terzino ha indossato la maglia del Milan per oltre dieci anni da calciatore, prima di iniziare la trafila da tecnico nelle giovanili. Il suo addio al club di via Aldo Rossi, tuttavia, è stato tutt'altro che sereno, consumatosi a causa della rottura della storica amicizia con Zlatan Ibrahimović.© RIPRODUZIONE RISERVATA