"Leão non è importante, conta la partita": Amorim gela il connazionale alla vigilia di Torino-Milan
Ieri pomeriggio, nella sala stampa di Milanello, il nuovo allenatore del Milan, il portoghese Rúben Amorim, ha tenuto la sua prima conferenza stampa ufficiale della vigilia, presentando i temi caldi del debutto stagionale in Serie A previsto questa sera alle ore 20:45 allo Stadio Olimpico Grande Torino contro il Torino di Ignazio Abate. Il tecnico lusitano, ex guida di Sporting Lisbona e Manchester United, ha tracciato le linee guida del nuovo corso targato Gerry Cardinale, fissando l'obiettivo Scudetto, analizzando la distanza dall'Inter scudettata e sconvolgendo le ultime dinamiche di calciomercato con l'esclusione di Rafael Leão a vantaggio del giovane talento Alphadjo Cissè.
Torino-Milan Amorim conferenza stampa Milanello 23 agosto 2026
L'attesa per l'esordio ufficiale del tecnico portoghese è alle stelle. Le dichiarazioni rilasciate ai media, ampiamente riprese dai quotidiani sportivi oggi in edicola, hanno delineato una strategia comunicativa molto chiara, sospesa tra l'ambizione storica del club di via Aldo Rossi e il realismo imposto dai numeri attuali del campionato italiano.
Obiettivo Scudetto ma realismo sul gap con l'Inter
Il nostro obiettivo è sempre di vincere il campionato. Non so quanto ci metteremo, ma la nostra mentalità deve essere questa perché i tifosi vogliono vincere a prescindere dal contesto», ha esordito con fermezza Amorim. Una dichiarazione d'intenti forte, che tuttavia non scivola in facili proclami populisti. Il tecnico sa perfettamente che la strada verso il tricolore è impervia e ha voluto fotografare con onestà i rapporti di forza iniziali del torneo.C'è distanza tra noi e l'Inter: dobbiamo essere onesti con i tifosi e con noi stessi, anche se può essere duro constatare la realtà. Poi partiremo tutti dallo stesso numero di punti, possiamo vincere ogni partita e penseremo partita per partita, ma con l’Inter c’è ancora un gap», ha ammesso l'allenatore rossonero, dimostrando una notevole maturità nella gestione delle pressioni mediatiche che storicamente circondano la panchina milanista.
️L'eredità tattica di Allegri e la presenza di Gerry Cardinale
Se durante la conferenza stampa di presentazione, avvenuta il mese scorso, il tecnico portoghese aveva marcato una netta discontinuità con la precedente gestione, ieri ha sorpreso i cronisti rivalutando l'organizzazione della fase difensiva della passata stagione sportiva. «Voglio un Milan che difenda bene, come il Milan di Allegri l'anno scorso. Ci sono dei principi che voglio vedere come l'anno scorso, ma per altre cose saremo diversi, come alcuni giocatori in ruoli diversi», ha puntualizzato Amorim.L'obiettivo strategico rimane quello di imporre il proprio gioco attraverso un possesso palla finalizzato alla verticalizzazione immediata. «Il nostro club, la nostra storia, vuole una squadra che domina la partita, sarà il nostro obiettivo. Dobbiamo fare tutto da squadra. Non so che partita faremo contro il Torino, non so se avremo tanto il possesso come contro il Manchester United, ma la cosa più importante è che tutti capiscano cosa c'è da fare per vincere».
Un percorso di crescita che necessita del supporto costante del vertice societario, un dettaglio su cui Amorim ha speso parole d'elogio nei confronti della proprietà RedBird. «È importante che Cardinale sia qui sempre. Parla con i cuochi, con chi è a Milan Lab, parla con tutti. La cosa più importante per me è che tutti sentano che il proprietario sia sempre qui e che sia attento ad ogni dettaglio del club. C'è bisogno che sia così affinché il Milan torni ad essere una squadra forte».
Terremoto Leão: escluso dal progetto, spazio a Cissè
Le dichiarazioni più fragorose e destinate a spaccare in due l'opinione pubblica rossonera sono arrivate però quando si è toccato il capitolo relativo al calciomercato in uscita. Il tecnico ha confermato indirettamente come Rafael Leão non rientri più nei piani tecnici centrali del club, pur non essendo formalmente inserito nella lista ufficiale degli epurati che comprende già elementi del calibro di David Odogu, Fikayo Tomori, Youssouf Fofana e Christopher Nkunku.© RIPRODUZIONE RISERVATA