Pianeta Milan Rubriche Editoriali e Analisi Emozionale, presente, ambizioso: il nuovo Cardinale piace ma insospettisce. Non siamo ancora in luna di miele

Emozionale, presente, ambizioso: il nuovo Cardinale piace ma insospettisce. Non siamo ancora in luna di miele

Matteo Ronchetti
Apprezziamo il mea culpa, la presenza fisica e la nuova linea strategica imposta da via Aldo Rossi. Ma dopo l'incubo dell'ultima stagione, la fiducia va conquistata sul campo.

C'è un'aria nuova che si respira intorno al mondo Milan, una ventata di trasparenza e vicinanza che, fino a poche settimane fa, sembrava pura utopia. Ieri, come sempre, eravamo a Milanello e abbiamo toccato con mano come alcune cose siano cambiate. La giornata di ieri ci riconsegna la figura di un Gerry Cardinale decisamente cambiato: più emozionale, presente, ambizioso. Un leader che ha deciso di metterci la faccia, di fare un profondo esame di coscienza pubblico e di scendere in prima linea. È una metamorfosi che indubbiamente piace e che accettiamo con favore. Tuttavia, siamo altrettanto onesti nel dire che questo improvviso cambio di passo ci lascia circospetti. Non siamo ancora in luna di miele, ed è giusto spiegare il perché.

Un "Mea Culpa" necessario: perché apprezziamo la svolta

Gerry Cardinale s'è cosparso il capo di cenere. Finalmente, verrebbe da dire. Per mesi abbiamo criticato una proprietà che appariva distante, quasi algoritmica, fredda di fronte alle passioni del popolo rossonero. Oggi, raccogliere l'ammissione diretta dei propri errori storici – la timidezza iniziale, l'assenza fisica, il peso di deleghe lasciate a mani sbagliate – è un atto di onestà intellettuale che rispettiamo ed evidenziamo. Apprezziamo enormemente questo nuovo lato comunicativo della proprietà di RedBird, così come l'impegno economico tutt'altro che scontato per assecondare i piani tecnici. Le premesse per fare bene, questa volta, ci sono tutte e sono persino interessanti: una linea gerarchica cortissima, decisioni rapide, priorità assoluta agli investimenti sul mercato e un'attenzione maniacale alle richieste di Rúben Amorim. Sono tutti indizi tangibili di una rinnovata ambizione. Il Milan, dopo tanto tempo, sta ricominciando a fare bene i compiti a casa.

Troppo fresche le ferite del passato: andiamoci piano

I compiti a casa, però, sono solo l'inizio. Troppo brutto è stato l'ultimo anno calcistico, troppo deficitari sotto il profilo dell'entusiasmo i primi quattro anni della gestione targata RedBird per potersi fidare ciecamente e da un giorno all'altro di questa rivoluzione. La tifoseria ha addosso ferite ancora fresche, figlie di stagioni vissute tra lotte intestine in dirigenza, una priorità quasi ossessiva alle logiche di bilancio e trattative estenuanti, soffertissime, per calciatori semi-sconosciuti da circa 20 milioni di euro. Andiamoci piano, quindi. Procediamo per gradi. Volere fare bene è il primo passo, ma non significa matematicamente fare bene o costruire un Milan istantaneamente vincente in Italia e in Europa. Le fondamenta tattiche sono state finalmente gettate nel modo corretto, ma l'edificio va ancora costruito. La casella del DS, per esempio, è ancora sguarnita di un uomo di campo, che abbia personalità e peso per accompagnare Amorim nella sua quotidianità. E questa è una pecca da non sottovalutare assolutamente.

Caro Gerry, adesso conquistaci con i fatti

Siamo stati storicamente molto critici con questa proprietà, ma siamo anche sufficientemente onesti e intellettualmente liberi per riconoscere quando qualcosa cambia in meglio. Le parole e l'atteggiamento di ieri tracciano la strada giusta, ma le parole, nel calcio, costano pochissimo. Il messaggio che vogliamo lanciare a Gerry Cardinale è semplice: se fai sul serio, conquistaci giorno dopo giorno. Non servono più proclami d'intenti, serve la messa in opera. La fiducia del popolo milanista non va più tradita, ma va coltivata con la continuità del progetto, con gli acquisti di peso e, soprattutto, con i risultati sul campo. La strada è quella corretta, ma la vetta è ancora lontana.
E voi, amici rossoneri, siete sulla nostra stessa lunghezza d'onda? Questo nuovo atteggiamento di Cardinale vi sta convincendo a dargli fiducia o, come noi, preferite aspettare i fatti concreti sul mercato? Scatenatevi nei commenti qui sotto!