Pianeta Milan Rubriche Editoriali e Analisi 'Basta pugnalate alle spalle': il diktat di Cardinale stronca Furlani e fortifica Amorim

'Basta pugnalate alle spalle': il diktat di Cardinale stronca Furlani e fortifica Amorim

Matteo Ronchetti
Basta correnti interne e divisioni: la nuova filosofia RedBird è di tolleranza zero verso guerre intestine e pugnalate alle spalle

La ricostruzione culturale e organizzativa del Milan passa inevitabilmente da un taglio netto con i vizi del recente passato. Secondo quanto abbiamo raccolto ieri a Milanello con il nostro inviato Stefano Bressi, la proprietà guidata da Gerry Cardinale ha imposto un diktat interno che non ammette repliche o interpretazioni. Le parole d'ordine che filtrano dalle stanze dei bottoni sono drastiche: tolleranza zero verso le correnti societarie, i personalismi e quelle che vengono definite come vere e proprie "pugnalate alle spalle". Un repulisti totale che, se da un lato segna il definitivo tramonto della linea operativa dell'amministratore delegato Giorgio Furlani, dall'altro cementifica e fortifica la posizione del nuovo tecnico Rúben Amorim.

La fine delle faide interne: stop alla linea Furlani

Per comprendere la portata di questo scossone, occorre analizzare l'anello debole individuato da RedBird nell'ultimo biennio: il cortocircuito tra la proprietà statunitense e la gestione quotidiana della dirigenza sul campo. La passata gestione interna ci è stata indicata come una delle principali cause di insuccesso e ha finito per creare spaccature interne e indebolire l'ambiente di Milanello. Il nuovo corso avviato da Cardinale cancella l'impostazione di Furlani e cancella i filtri decisionali. Non ci sono più intermediari a cui lasciare le chiavi operative del club, né tantomeno figure contro cui puntare il dito in caso di fallimento. La catena di comando è stata accorciata al minimo, trasformando la dirigenza in un puro braccio esecutivo e togliendo spazio a giochi di potere individuali. Ci ha sorpreso molto l'assunzione di responsabilità evocato da Cardinale: sa di essere ora il primo e unico responsabile. Non si nasconde, lo ammette e lo accetta. Un bel passo in avanti.

Il patto con Rúben Amorim: l'allenatore al centro del villaggio

In questa nuova "tela vuota" azzerata dalle correnti, il grande beneficiario è l'allenatore portoghese. Dalle ultime indiscrezioni emerge un retroscena fondamentale: Cardinale ha dato la sua parola d'onore a Rúben Amorim, stringendo un patto di ferro basato sulla massima protezione mediatica e societaria. Il compito della proprietà non sarà più quello di supervisionare freddamente da lontano, ma di supportare l'allenatore in ogni singola richiesta, eliminando qualsiasi ostacolo politico o gestionale all'interno del centro sportivo. Amorim ha studiato la rosa da vicino e ha dettato le sue condizioni tattiche: la società si è allineata totalmente, conscia che negli ultimi quattro anni è mancata una reale coesione tra le idee della panchina e la visione della scrivania.

Costruire una cultura vincente senza scuse

Il cambiamento culturale imposto da RedBird è lento ma inesorabile. L'obiettivo dichiarato non è semplicemente fare mercato, ma assemblare un gruppo di lavoro coeso che remi unito verso il risultato finale, senza distrazioni. Avendo ripulito l'organigramma dalle vecchie frizioni dirigenziali, la proprietà ha tolto ogni tipo di alibi a qualunque componente del mondo rossonero. La squadra viene considerata già competitiva e forte sulla carta, ma adesso viene messa nelle condizioni ideali per esprimersi al massimo delle proprie potenzialità, sotto la guida di un allenatore blindato e forte di un appoggio societario mai visto nelle passate stagioni.

E voi, amici rossoneri, cosa ne pensate? La fine delle "correnti" interne porterà il Milan a svoltare? Diteci la vostra nei commenti qui sotto!