Pianeta Milan Rubriche Editoriali e Analisi Milan, Giménez delude anche al Mondiale: chi li caccia 30 milioni? Il fattore Ibrahimović

Milan, Giménez delude anche al Mondiale: chi li caccia 30 milioni? Il fattore Ibrahimović

Daniele Triolo
Il Messico vola ma il 'Bebote' resta in panchina: l'astinenza da gol dura da maggio 2025. I rossoneri chiedono 30 milioni, ma Ibrahimović fa muro sulla cessione

Se la dirigenza del Milan confidava in una vetrina mondiale d'alto profilo per assistere alla rinascita di Santiago Giménez o, quantomeno, a una sua decisa rivalutazione sul mercato internazionale, i primi verdetti oltreoceano si stanno rivelando fallimentari. Nelle prime tre partite della fase a gironi dei Mondiali 2026, il Messico del Commissario Tecnico Javier Aguirre ha marciato a pieno ritmo nel Gruppo A, conquistando 9 punti grazie ai successi su Sudafrica (2-0), Corea del Sud (1-0) e Repubblica Ceca (3-0). Tuttavia, nel festival del gol della Tricolor, la firma del 'Bebote' non è arrivata. Anzi.

Il numero 7 rossonero, chiuso nelle gerarchie offensive dal veterano Raúl Jiménez e da Julian Quiñones, ha collezionato soltanto miseri scampoli di partita: zero minuti al debutto, un ingresso all'80' contro i sudcoreani e una mezz'ora abbondante contro la Repubblica Ceca. Un bilancio fin troppo magro che stride con le altisonanti dichiarazioni di inizio torneo, nelle quali l'ex stella del Feyenoord si era pubblicamente candidato alla vittoria della classifica marcatori della competizione.

I numeri impietosi dell'avventura in rossonero

Il rendimento sul terreno di gioco di Santiago Giménez continua a far registrare una preoccupante involuzione da un anno e mezzo a questa parte. Sbarcato a Milano da Rotterdam il 3 febbraio 2025 con un biglietto da visita impressionante di 65 reti e 14 assist in 105 presenze complessive, il centravanti messicano non è mai riuscito ad adattarsi ai ritmi del calcio italiano. In 18 mesi di militanza al Milan, il suo bottino recita appena 7 gol e 6 assist in 37 apparizioni.

Nell'ultima annata il bilancio si è fatto drammatico: una sola marcatura all'attivo, peraltro confinata alla Coppa Italia, e un digiuno realizzativo in Serie A che si trascina addirittura dal 9 maggio 2025. Cifre impietose che non riescono in alcun modo a giustificare il pesante investimento economico da 30,2 milioni di euro più 3 di bonus sostenuto dal Milan, spingendo la società a valutare una sua immediata sostituzione con un profilo più affine ai dettami tattici del nuovo allenatore Rúben Amorim.

I due nodi per l'addio: la valutazione e il fattore Ibrahimović

La strada verso una possibile cessione estiva di Giménez presenta tuttavia due ostacoli di difficile risoluzione per il management di Via Aldo Rossi. Il primo nodo è prettamente economico ed è legato alla base d'asta fissata dal Diavolo, che richiede non meno di 30 milioni di euro per il cartellino a titolo definitivo. Una cifra monstre per un attaccante reduce da una lunga astinenza realizzativa. Sullo sfondo si registrano i sondaggi dell'Orlando City: la franchigia della Major League Soccer (MLS) vorrebbe affiancarlo ad Antoine Griezmann, offrendo al messicano un ingaggio da 4 milioni di euro netti a stagione rispetto ai 2,5 percepiti attualmente a Milano. Ma darebbe i 30 milioni di euro richiesti al Milan? Chi li caccerebbe dopo un Mondiale (non) giocato così?
Si è parlato di una proposta da 35 milioni di euro, tra parte fissa (28) e bonus (7) da parte del Porto, ma la notizia non ha trovato - logicamente - conferma. L'interesse dei 'Dragões' c'è sì, ma ovviamente ad una prezzo più basso. Il secondo ostacolo, di natura prettamente politica e interna, porta il nome di Zlatan Ibrahimović. Il Senior Advisor di RedBird si era speso in prima persona un anno e mezzo fa per portare il calciatore al Milan, sfruttando gli eccellenti canali diplomatici con l'agente Rafaela Pimenta. Ibrahimović ha sempre difeso e protetto il 'Bebote' dalle aspre critiche della piazza, considerandolo il centravanti del futuro. Forte del suo nuovo e centralizzato peso specifico all'interno dei quadri decisionali del Milan, resta da capire se lo svedese accetterà di veder partire una sua scommessa personale senza concedergli un'ultima chance sotto la guida di Amorim.