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Milan, Ordine sul summit ‘riservato’ con Cardinale: “Ho capito i suoi piani, il peggio deve ancora arrivare”

Daniele Triolo Redattore 
Francesco Ordine, giornalista sportivo, ha rivelato i dettagli del faccia a faccia con Gerry Cardinale allo 'SportMediaset Live Riccione': dal veto sui dirigenti italiani al budget ridotto senza Champions League. Scopri di più

I dettagli emersi sul ribaltone societario che ha azzerato l'organigramma del Milan continuano a delineare uno scenario sempre più complesso per il futuro del club. Prima di ufficializzare i licenziamenti in tronco di Furlani, Moncada, Tare e Allegri all'indomani del k.o. contro il Cagliari, il proprietario di RedBird, Gerry Cardinale, ha tenuto un summit strategico a porte chiuse con un ristretto gruppo di giornalisti selezionati.

A rivelare i contenuti e le linee guida di questo incontro riservato è stato oggi Francesco Ordine, giornalista de Il Giornale e del Corriere dello Sport, intervenuto in diretta nel corso dello speciale di SportMediaset Live Riccione. Le sue parole tracciano una rotta societaria radicale e destinata a far discutere la tifoseria.

La strategia di RedBird: sbarramento linguistico e addio al "made in Italy"

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Secondo quanto riferito da Ordine, la gestione della comunicazione e la selezione dei nuovi profili dirigenziali e tecnici rispondono a logiche prettamente aziendali di stampo americano, che tagliano i ponti con la tradizione calcistica italiana-

“Se non fossimo andati noi a parlare con questo qua, non avremmo mai capito cosa ha in testa. Adesso lo sappiamo e io dico che il peggio deve ancora arrivare. Non vogliono italiani: la prima premessa per loro non è che debbano conoscere il calcio italiano, ma che debbano parlare inglese”.


Questo sbarramento linguistico e culturale spiega l'esclusione di molti profili storici della Serie A dai casting attuali e conferma la volontà di RedBird di internazionalizzare completamente il management, affidandosi esclusivamente a figure anglofone.

Il nodo economico e la provocazione tattica per la panchina

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Il secondo grande tema emerso dal summit privato riguarda la sostenibilità finanziaria del club. La mancata qualificazione alla prossima Champions League ha drasticamente ridotto i ricavi previsti, imponendo una forte spending review sul mercato.

In un contesto caratterizzato da risorse limitate e dalla necessità di una rifondazione totale, Ordine ha lanciato una provocazione legata alla gestione tecnica della squadra.

  • Budget ridotto: le risorse a disposizione per la campagna acquisti della stagione 2026/2027 saranno minime a causa dei mancati introiti UEFA.
  • La provocazione Aquilani: “Visto che di soldi a disposizione ce ne sono pochissimi, se io fossi un pazzo scatenato alla Adriano Galliani e alla Silvio Berlusconi, per la panchina andrei a prendere Alberto Aquilani”, ha concluso il giornalista. Ipotizzando una scommessa giovane e low-cost per superare l'impasse.
  • Il retroscena conferma come il Milan si appresti a vivere una stagione di forte transizione, dove i criteri corporativi di RedBird avranno la precedenza assoluta sulle consuetudini del calcio italiano.