Francesco Letizia, giornalista di 'SportItalia', ha commentato la caccia al centravanti in corso in casa Milan in vista del prossimo calciomercato estivo: la richiesta a Giorgio Furlani, amministratore delegato del club rossonero
Si parla molto, in questi giorni, in casa Milan, della caccia al centravanti in vista della prossima sessione estiva di calciomercato. Si fanno i nomi di Robert Lewandowski e Dušan Vlahović, in scadenza di contratto rispettivamente con Barcellona e Juventus. Ma anche quelli di Moise Kean (Fiorentina) e, soprattutto, Alexander Sørloth (Atlético Madrid), oltre al solito Nicolas Jackson (Chelsea, in questa stagione in prestito al Bayern Monaco).
A tal proposito, Francesco Letizia, giornalista sportivo di 'SportItalia', ha voluto fare una riflessione a voce alta sull'operato di Giorgio Furlani, amministratore delegato del club rossonero, da più fonti segnalato come non perfettamente in linea con le volontà dell'allenatore Massimiliano Allegri sul tema del '9' da portare al Milan. Sembra che Allegri voglia un nome forte, esperto mentre Furlani, da filosofia aziendale, punterebbe più su un giovane da poter poi rivendere in futuro.
Letizia: "Furlani, fa una cosa da Milan!"
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Così Letizia su 'SI'. "Per una volta, riuscirà finalmente Giorgio Furlani a capire l’importanza di provare a soddisfare in primis l’allenatore, ma, cosa non banale, anche le aspettative “da Milan” della piazza? Un grande acquisto, invece che l’ennesima mossa da (non) “capiscer”, contribuirebbe anche a togliere un po’ di pressione alle tante critiche, ormai più che comprensibili, che piovono su Casa Milan. “D’Alema, dì una cosa di sinistra”, urlava Nanni Moretti in 'Aprile': Furlani, fa una cosa da Milan, mi verrebbe oggi da replicare".
"È conveniente economicamente spendere cifre considerevoli per giocatori inadeguati?"
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Letizia ha poi proseguito così. "Comprare il centravanti giusto e non l’ennesimo scarto del Chelsea sarebbe forse il miglior segnale possibile da dare anche ai detrattori o agli scettici. Un modo per dire coi fatti “ho capito” e provare a ripartire, se non da zero, almeno dimostrando buona volontà. Anche perché, qui il tasto più sensibile ai piani alti. Sarà davvero conveniente economicamente continuare a spendere cifre considerevoli (Christopher Nkunku impatta a bilancio quasi 18 milioni all’anno) per giocatori inadeguati sperando prima o poi di azzeccare quello giusto?".