Massimiliano Allegri, nel post-partita di Milan-Cagliari, ha analizzato il fallimento della mancata qualificazione in Champions ma non si dimette. RedBird e Gerry Cardinale preparano, però, l'esonero dell'allenatore livornese: cifre e retroscena
Esonero Allegri: ore contate al Milan. Cardinale decide il futuro dopo il disastro Champions
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L'avventura di Massimiliano Allegri sulla panchina del Milan potrebbe già essere arrivata al capolinea. A meno di un anno dal suo ritorno in rossonero, avvenuto il 30 maggio 2025, il tecnico livornese è seriamente a rischio esonero. Gerry Cardinale e il fondo RedBird decideranno nelle prossime ore il destino dell'intera area tecnica e dirigenziale, dopo il clamoroso 5° posto che ha escluso il club dalla prossima Champions League.
Le parole di Allegri: "Dimissioni? Dobbiamo ..."
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Nel post-partita di Milan-Cagliari 1-2, l'allenatore toscano ha analizzato il crollo psicologico della squadra, allontanando però l'ipotesi di un addio spontaneo che lo porterebbe a rinunciare all'ultimo anno di contratto da 5 milioni di euro netti:
"Sono dispiaciuto e arrabbiato, non ce lo aspettavamo. Dimissioni? Dobbiamo valutare l'annata in generale e si dovrà essere lucidi. Quando perdi cinque partite in casa, significa che abbiamo meritato la posizione in cui siamo. Ci siamo sciolti dopo il vantaggio, abbiamo difeso male. Sono il primo responsabile, non so spiegare questo crollo".
I numeri della crisi e il verdetto di San Siro
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Il fallimento del Milan è certificato da dati statistici impietosi, che giustificano la dura contestazione della Curva Sud (da cui sono piovuti cori come "indegni" e "buffoni"):