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Milan, caos Furlani. Letizia: “All’inizio l’ho elogiato, ma ora il tempo è finito”

Alessia Scataglini
Alessia Scataglini
A parlare del lavoro svolto al Milan di Giorgio Furlani, oltre ai tifosi, è stato anche il giornalista Francesco Letizia...

In questi giorni si sta parlando moltissimo di Giorgio Furlani, attuale amministratore delegato del Milan. Il perchè? I tifosi rossoneri hanno avviato una petizione riguardante le sue dimissioni che, nel giro poche ore, ha guadagnato già 12.500 firme. Nel suo editoriale per Sportitalia, il giornalista sportivo Francesco Letizia ha voluto parlare proprio dell'operato di Furlani all'interno del Milan. Le sue parole:

Milan, senti Letizia

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Inizialmente parlando, Letizia ha spiegato di aver creduto molto nelle doti del dirigente, considerandolo una figura piuttosto moderna e al passo con i giorni d'oggi. L'idea iniziale, ovviamente, era dare del tempo al dirigente, in modo di farlo lavorare tranquillamente, in un contesto del tutto rinnovato dopo l'addio di Elliot:

"Personalmente, ho creduto molto a Giorgio Furlani. E non per partito preso, ma per convinzione. Perché quando un dirigente arriva al Milan in un momento di transizione, con una proprietà nuova e un modello da costruire, è giusto concedergli tempo. È giusto aspettare che il suo lavoro prenda forma. L’ho sempre elogiato, perché mi sembrava incarnare un’idea diversa: più moderna, più razionale, forse necessaria dopo anni complicati. Era un percorso in divenire, e chi è in divenire merita fiducia."

Il giornalista però, successivamente, ha maturato un cambio d prospettiva: oggi, secondo Letizia, il tempo delle varie valutazioni sarebbe giunto al termine. In tutti questi anni, e dopo 400 milioni investiti, il Milan ha conquistato solamente un trofeo...


"Oggi però il tempo è finito. E nel calcio il tempo non è una variabile neutra o accessoria: è giudizio.Giorgio Furlani è oggi il riferimento operativo del Milan, il volto di una gestione che non può più essere valutata per le intenzioni, ma per i risultati. E i risultati raccontano una storia precisa. In questi anni il Milan ha investito oltre 400 milioni sul mercato, ha vinto un solo trofeo minore e si è progressivamente allontanato dalla vetta, sempre con distacchi importanti. Non ha costruito una continuità tecnica, non ha rafforzato in modo evidente la propria competitività, non ha dato la sensazione di una crescita stabile. Questa non è un’opinione: è una lettura dei fatti"