L'omelia dell'abate di Sant'Ambrogio, Monsignor Carlo Faccendini, durante l'ultimo saluto a Franco Baresi, leggenda del Milan e della storia del calcio
Funerali Baresi, il toccante sermone di Monsignor Faccendini: "Custodite la memoria di Franco"
Nella basilica di Sant'Ambrogio a Milano, piena di ex compagni di squadra, amici, parenti e tifosi rossoneri, si sono tenuti i funerali di Franco Baresi (Rivivi qui la cerimonia). A rendere ancora più profondo il momento dell'ultimo saluto è stata l'omelia di Monsignor Carlo Faccendini, che ha ricordato lo storico capitano rossonero sottolineando il suo valore umano prima ancora che sportivo. Un discorso toccante che ha ripercorso le origini e la fede dello storico Capitano.
L’omelia di Monsignor Faccendini durante i funerali di Baresi
Monsignor Faccendini ha aperto l'omelia ricordando la forza di Baresi dentro e fuori dal campo, spiegando come il suo valore nascesse dalle origini umili e da una fede vissuta con semplicità. Le sue parole riportate da 'ChiesadiMilano.it':"È stato sicuramente un Campione. Tutti ne riconosciamo l’eleganza e la tenacia. Era considerato il miglior difensore italiano, il Maradona della difesa. Ma ciò che ha fatto di lui il capitano per eccellenza sono la sua leadership in campo e negli spogliatoi. Credo sia giusto riconoscere che tutto ciò venga da dentro, e non si sia improvvisato come tale. Queste qualità provengono dalla sua famiglia, dalle sue origini contadine, abituato alla fatica, al rispetto, alla tenacia, al silenzio. Vengono anche dalla sua fede, che Franco non ha mai nascosto, e che gli ha consegnato stabilità, serenità, quel senso di responsabilità e attenzione nei confronti degli altri, e grandissima sensibilità: uno stile bello di umanità".
La parabola del "Piscinin" e l'insegnamento evangelico
L’Abate di Sant’Ambrogio ha poi richiamato lo storico soprannome di Baresi, accostando la sua figura all'insegnamento del Vangelo: dimostrare che si può toccare la vetta più alta del calcio rimanendo sempre piccoli e umili."Nei Vangeli è esplicita la predilezione di Gesù per i piccoli, per chi è piscinin, come veniva affettuosamente chiamato Franco perché in loro osserva le qualità del Regno dei cieli: la semplicità, la misericordia, l’amore per la pace e la giustizia e la sincerità. Individuo quindi la predilezione di Gesù per Franco Baresi, el Piscinin. Franco ci ha insegnato che è possibile diventare grandi, grandissimi… restando piccoli, e che, in un certo modo di restare piccoli, si fa evidente tanta grandezza: la sua grandezza".
La speranza della fede e l'eredità di Baresi
In conclusione, l'invito rivolto ai familiari e ai presenti è stato quello di guardare avanti: superare il buio del lutto e continuare a camminare custodendo con orgoglio la memoria di Franco."Basta un po’ di luce per tornare un po’ a vivere. Ecco: mi piacerebbe che questo momento di preghiera fosse occasione per tenere acceso questo po’ di luce, soprattutto nel lutto cupo, nella vostra mente, e lì aiuti a riflettere e a riprendere il cammino della vita, custodendo con orgoglio la memoria di Franco".
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