Pianeta Milan News Milan Ultime Notizie Fassone: “Lavoriamo per restituire il prestito ad Elliott entro l'inizio del 2018”

Fassone: “Lavoriamo per restituire il prestito ad Elliott entro l'inizio del 2018”

Daniele Triolo
Marco Fassone, amministratore delegato del Milan, ha parlato a 360° su Yonghong Li, sul calciomercato e sulla situazione debitoria rossonera

Marco Fassone, amministratore delegato del Milan, ha rilasciato un'intervista all'Observer, successivamente ripresa anche dal 'Guardian', dove ha parlato a 360° della situazione del club di Via Aldo Rossi. Queste tutte le dichiarazioni del manager torinese:

Sul suo ingresso in società: “Sono entrato nel progetto con qualche dubbio all'inizio perché volevo capire esattamente quale fosse la visione dei cinesi e perché volevano investire così tanto. E' stato importante per me, come europeo, capire la visione che gli imprenditori cinesi possono avere dietro un loro sogno. Mese dopo mese, lavorando con loro, ho cominciato a capire la loro visione: è un progetto molto eccitante”.

Sugli obiettivi del Milan: “Noi siamo probabilmente il club più internazionale in Italia: la Juventus ha più titoli nazionali ma il DNA del Milan è quello del calcio europeo. Siamo rallegrati di aver centrato la qualificazione in Europa League poiché rappresenta un passo importante e sarà una priorità di quest'anno, al rientro sul palcoscenico internazionale. Ma la casa naturale del club dovrà essere la Champions League”.

Sull'importanza di tornare in Champions League: “Questo è l'obiettivo che i nostri proprietari ci hanno dato. Loro vogliono essere protagonisti in Champions League nei prossimi anni. Sanno che, tanto sportivamente quanto economicamente, questo cambia la vita di un club, specialmente in Italia perché i ricavi sono realmente impressionanti. Siamo fortunati perché questa è la prima stagione dove l'Italia avrà quattro club a qualificarsi dal 2018-2019 quindi l'obiettivo è difficile, ma non impossibile. Rappresenta la meta minima che vogliamo raggiungere. Il Milan è un gigante che ha dormito per due o tre anni, ma, come una Ferrari tenuta in un garage, ha bisogno di essere portata fuori in strada per essere liberata”.

Sulla situazione debitoria del club rossonero: “Stiamo già lavorando per rimborsare il prestito ad Elliott e lo faremo molto presto, possibilmente all'inizio del 2018. Il tasso di interesse che il Milan sta pagando sui 120 milioni è alto, ovviamente, ma non terribile. Se considerate che il tasso del debito contratto da Inter e Roma con Goldman Sachs, quando questa le finanziava, era di circa il 6,5%, certamente questo è più alto ma niente di terribile. Per i cinesi, vedere interessi sui prestiti in doppia cifra, è una cosa completamente normale. Nella peggiore delle ipotesi, e lo dico perché molti tifosi ed investitori me lo chiedono di continuo, vorrebbe dire che ad ottobre 2018 il proprietario del Milan diventerebbe Elliott”.

Sul ruolo, possibile, di Elliott in futuro: “Questo è lo scenario peggio ma, solo per rassicurarvi, il futuro del club non è avvolto nella nebbia. Al 99% andremo avanti con Yonghong Li e speriamo che il nostro progetto abbia successo. Nel caso peggiore, state tranquilli, perché Elliott non è un 'desperado', ma uno dei fondi di investimento più grandi al mondo, che potrebbe tenere il club o rivenderlo. Avrebbero pagato appena 300 milioni, un prezzo bassissimo, e potrebbero fare un affare, il che è il loro lavoro”.

Sui piani presentati alla UEFA: “Come potete immaginare, ho un piano A ed un piano B. Ho presentato alla UEFA un piano più 'conservativo', che mostra i progressi anche se il club resterà fuori dalla Champions League per la prossima stagione. In quel caso, il mio investimento nel mercato non può essere elevato, e dovremmo considerare l'ipotesi di vendere uno dei nostri top player. Io e gli investitori vogliamo arrivare in Champions League, ma dobbiamo essere preparati nel caso non succeda ed assicurarci di fare in modo che il Milan sia protetto”.

Su Yonghong Li: “Quando parte una nuova attività, ci sono un paio di anni dove si va in perdita. Quest'anno e l'anno prossimo abbiamo previsto delle perdite per il club e Mr. Li se ne prenderà cura. Ha fatto aumenti di capitale e metterà soldi nella società. I tifosi lo apprezzano, anche se non molto visibile qui, perché sta investendo dei soldi. Non dimenticatevi che questo è l'investimento più costoso in Europa dopo il passaggio di proprietà del Manchester United. Loro sperano in due o massimo tre anni di far valere il club il doppio di quanto l'hanno pagato. Ma per fare questo bisogna viaggiare bene sul campo e fuori”.

Su David Han Li ed i cinesi: “David Han Li vuole conoscere tutti i dettagli del Milan e tutte le strategie che stiamo mettendo in atto. Per noi in Italia, per la nostra cultura, è molto differente. Per esempio, noi abbiamo l'abitudine di avere proprietari e Presidente che sono qui, fisicamente presenti: guardano le partite, gli allenamenti, fanno le interviste. Come se fosse un'assicurazione per i tifosi in Italia sapere chi è il Presidente e cosa effettivamente faccia per il club. Avere un Presidente non così presente, che non fa interviste, e che ha un profilo parzialmente sconosciuto a tutti, special all'inizio ha rappresentato un ostacolo parziale con i tifosi. Ma da quanto vedo ora, la situazione è differente. I tifosi, a livello globale, stanno realmente supportando il club ed il nuovo management. Per esempio domenica a Crotone Han Li era alla partita e ho visto molti tifosi che hanno voluto farsi una foto con lui. All'inizio qualche sospettoso domandava chi fossero questi cinesi, ora è diverso. Li conoscono meglio, vedono quanto hanno investito per il club. Non è una proprietà che è arrivata soltanto per speculare sul Milan, come è accaduto per altre società in Italia. Questa vuole fare di nuovo grande il club e sta investendo i propri soldi”.

Sul mercato da sogno svolto in estate: “Alla fine è stata una nostra decisione comprare così tanti giocatori sul mercato: avremmo potuto decidere di firmarne due o tre quest'anno ed altrettanti l'anno prossimo, il che, probabilmente, sarebbe stato anche più facile come chimica di squadra, ma io ed il direttore sportivo abbiamo optato di fare una grande rivoluzione quest'anno. Sappiamo che potrebbe volerci un anno per integrare tutti i giocatori, ma così facendo l'anno prossimo saremo nella posizione di poter fare solo due o forse tre acquisti per essere al top. E' un rischio calcolato, nella nostra opinione”.

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