Fenerbahçe, Aziz Yıldırım vince le elezioni. Salta il piano di Hakan Safi e Paolo Maldini rompe il sodalizio con effetto immediato. I dettagli del dietrofont dell'ex rossonero nei confronti del candidato alla presidenza sconfitto
Si sono concluse con un verdetto netto e insindacabile le attesissime elezioni presidenziali al Fenerbahçe, uno dei club più gloriosi, caldi e ricchi del panorama calcistico in Turchia. Con un totale di 17.245 preferenze, a trionfare è stato Aziz Yıldırım, figura storica del calcio turco che torna così a occupare la poltrona più alta del sodalizio gialloblù, già guidato consecutivamente tra il 1999 e il 2018. Si è fermato invece a quota 9.927 voti lo sfidante Hakan Safi, la cui campagna elettorale, basata su promesse faraoniche e nomi altisonanti, non è bastata a convincere la base dei soci.
Il piano strategico di Safi si reggeva su una narrazione di mercato a dir poco clamorosa, finalizzata a portare a Istanbul un instant-team di livello mondiale. Tra le promesse sbandierate ai quattro venti spiccavano i profili di Robert Lewandowski, Hakan Çalhanoğlu, Merih Demiral, Mason Greenwood e Luís Suárez. Un progetto monumentale che, tuttavia, è franato sotto il peso dei numeri delle urne e di clamorosi passi falsi diplomatici.
Il retroscena: Paolo Maldini e il viaggio in Turchia
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Il vero asso nella manica su cui Hakan Safi aveva costruito la propria credibilità internazionale era rappresentato dalla figura di Paolo Maldini. L'idea del candidato sconfitto era quella di consegnare le chiavi dell'intera area manageriale e sportiva del Fenerbahçe proprio all'ex leggenda e capitano del Milan, reduce dall'esperienza come direttore dell'area tecnica rossonera dal 2018 al 2023.
I rapporti tra i due erano solidi. Tanto che Maldini è stato avvistato molto spesso in Turchia nell'ultimo periodo, ospite dell'amico Safi, con il quale aveva iniziato a dibattere in modo fitto e concreto sulle strategie di programmazione sportiva per i "Canarini". La vicinanza tra l'ex dirigente rossonero e l'imprenditore turco si è concretizzata fino alla giornata di sabato, in occasione dell'assemblea generale dei soci del club. Un appuntamento cruciale da cui, però, Maldini è uscito visibilmente contrariato, abbandonando anzitempo la scena.