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Milan, bilancio in rosso dopo tre anni di fila in utile: i numeri. Pesa l'assenza dall'Europa

Daniele Triolo
La preview di Calcio e Finanza rivela un passivo di 25 milioni dovuto all'assenza dalle coppe europee. Tiene il patrimonio netto (199 milioni), costi più bassi

Dopo aver chiuso brillantemente in utile gli ultimi tre bilanci consecutivi (6,1 milioni di euro nel 2023, 4,1 milioni nel 2024 e, infine, 2,9 milioni nel 2025), il bilancio del Milan al 30 giugno 2026 torna a far registrare un segno meno. Il disavanzo si è chiuso in rosso, sebbene per una cifra non eccessiva e ampiamente sotto controllo, pari a 25 milioni di euro. Questo è quanto si evince chiaramente dalla preview dettagliata pubblicata dai colleghi di 'Calcio e Finanza'.

Il peso dell'assenza dalla Champions League e il paracadute del mercato

Il dato economico in negativo è ovviamente e pesantemente condizionato dalla mancata partecipazione del Milan alla Champions League e, più in generale, alle competizioni europee nel corso dell'ultima stagione (2025-2026). Questo ha comportato la totale assenza dei ricchi premi UEFA nelle casse rossonere. Un ammanco pesante, che è stato però in buona parte compensato e ammortizzato dai ricavi eccezionali derivanti dalla gestione dei diritti delle prestazioni dei calciatori, che ha toccato quota 100 milioni di euro tra plusvalenze e operazioni minori.

Questo buco da 25 milioni di euro non rappresenta comunque un problema strutturale per il club di Via Aldo Rossi. Al 30 giugno 2025, infatti, il Milan poteva contare su un solidissimo patrimonio netto di 199 milioni di euro, una riserva patrimoniale ampiamente in grado di assorbire la perdita d'esercizio senza scossoni. Nessun problema all'orizzonte anche sul fronte del Fair Play Finanziario UEFA: questo risultato, seppur negativo, consente infatti ai rossoneri di rimanere perfettamente all'interno dei parametri stabiliti da Nyon.

Fatturato in calo ma volano i ricavi commerciali grazie a Emirates

Nel corso della stagione 2025-2026, il Milan ha generato complessivamente 433 milioni di euro di ricavi totali, in calo rispetto ai 494 dell'annata precedente. Anche in questo caso, la contrazione è da imputare all'assenza degli introiti da botteghino per i match europei a San Siro, oltre che al minor numero di gare disputate in Coppa Italia (nel 2025 il Diavolo di Sérgio Conceição era arrivato fino in finale, mentre l'undici di Massimiliano Allegri si è fermato quest'anno agli ottavi).

Da registrare, di contro, un ottimo aumento dei ricavi commerciali (+5,90%), saliti a oltre 160 milioni di euro complessivi grazie al nuovo contratto di sponsorizzazione firmato al rialzo con il main sponsor 'Emirates'. Sono invece crollati, senza i bonus UEFA, gli introiti derivanti dai diritti televisivi (-42,40%), scesi da 154 milioni di euro a 89. Secondo le stime di 'Calcio e Finanza', il player trading vale oggi quasi un quarto del fatturato complessivo del club, un dato cresciuto sensibilmente la scorsa estate grazie alle ricche cessioni di Theo Hernández e Malick Thiaw.

Taglio dei costi e il risparmio su San Siro: i dettagli su Allegri e i dirigenti

Nota positiva sul fronte delle uscite: anche i costi complessivi sono diminuiti, passando da 478 milioni di euro a 443, con un risparmio netto stimato di 25 milioni di euro (pari al 7%). A fronte di un costo del personale sensibilmente più leggero, si registra un aumento degli ammortamenti legato ad alcuni nuovi acquisti 'pesanti' effettuati nelle scorse sessioni. Sullo sfondo restano anche i futuri e corposi risparmi sull'affitto dello stadio di San Siro, figli dell'acquisto congiunto – insieme all'Inter – dell'impianto sportivo 'Giuseppe Meazza' e di tutta l'area adiacente.
In ultima analisi, la preview sul bilancio 2026 si sofferma sugli accantonamenti operati dal club, pari a 13 milioni di euro totali, necessari per saldare e transare vari contratti in essere, tra cui spiccano quelli dell'ex amministratore delegato Giorgio Furlani e dell'ex direttore tecnico Igli Tare. Nessun accantonamento economico è stato invece previsto per Massimiliano Allegri: il tecnico toscano ha infatti trovato un accordo definitivo per la risoluzione consensuale del contratto senza alcuna buonuscita, rinunciando totalmente al secondo e ultimo anno di stipendio che era previsto dall'accordo col Diavolo.