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Ieri pomeriggio, al 63' di Verona-Milan, con il Diavolo già avanti 0-1, il tecnico rossonero Massimiliano Allegri ha optato per un triplo cambio. Fuori Zachary Athekame, Youssouf Fofana e Rafael Leão per Alexis Saelemaekers, Samuele Ricci e Santiago Giménez. Nel momento della sostituzione, Leão, avvicinatosi alla linea laterale, ha chiesto all'allenatore rossonero lumi sul motivo per il quale fosse stato tolto dal terreno di gioco. Ricevendo, in cambio, un abbraccio da Allegri e una spiegazione tecnica più dettagliata da Aldo Dolcetti.
Il giornalista sportivo Franco Ordine, sulle colonne del 'Corriere dello Sport' oggi in edicola, è tornato sull'argomento in un suo editoriale. "A dire il vero non ci sarebbe stato nemmeno bisogno di spiegare, con poche semplici frasi, il motivo calcistico per cui anche a Verona, e senza i fischi del pubblico amico, Allegri si vede costretto a un certo punto della ripresa, mentre i suoi arretrano pericolosamente, metro dopo metro, dinanzi all’avanzare coraggioso del Verona, a sostituire Rafa Leao".
"È vero: bisogna riconoscergli il merito nel primo tempo di quell’assist delizioso a favore di Adrien Rabiot che il francese, unico pilastro di cemento armato di questo Milan svuotato di molte energie, trasforma in una rasoiata decisiva per acciuffare il successo e i tre punti che servono come ossigeno per riprendere la corsa verso la Champions. Ma da Rafa, punta con Christian Pulisic, e dallo stesso americano, si pretende a giusta ragione qualcosa degna di un attaccante doc", ha sottolineato Ordine.
"Niente di straordinario. Ma almeno un tiro in porta, una conclusione di testa, una presenza minacciosa in area di rigore altrui almeno. E invece di tutto questo non c’è traccia in nessuno dei due. In particolare nel portoghese che addirittura quando tenta uno scatto nella ripresa si fa riprendere facilmente - ha chiosato il giornalista sportivo - . È questo il segnale che fa scattare la decisione sulla panchina milanista. E allora Leao, sconsolato, continua a chiedere ad Allegri e ai suoi collaboratori: “Perché sempre io?”. Perché se quello è il suo contributo con il Milan che nella ripresa comincia a soffrire il ritorno del Verona, allora c’è bisogno di altro".
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