L'ex direttore sportivo del Milan Igli Tare è indagato in Albania dalla SPAK per corruzione e riciclaggio. Al centro del caso l'ex vicepremier Belinda Balluku e una villa
Ombre giudiziarie si addensano sul futuro di Igli Tare, a soli dieci giorni dal suo traumatico addio al club rossonero. Secondo quanto rivelato dalla stampa albanese e confermato dai principali quotidiani sportivi italiani in edicola questa mattina, l'ex direttore sportivo del Milan – sollevato dall'incarico lo scorso lunedì 25 maggio – è ufficialmente iscritto nel registro degli indagati nel suo Paese d'origine. Una vicenda complessa che, tuttavia, risulta totalmente slegata dalle dinamiche del calcio professionistico.
L'inchiesta della SPAK e le accuse a Igli Tare
—
L'ex dirigente di Lazio e Milan è finito nel mirino della SPAK, la Procura speciale albanese contro la criminalità organizzata e la corruzione. Le autorità giudiziarie di Tirana hanno formalizzato a carico di Tare due ipotesi di reato particolarmente gravi:
Il legame con l'ex vice-Premier Belinda Balluku e il nodo della villa
—
Il nome del dirigente sportivo è emerso direttamente dalle carte di una più ampia e delicata inchiesta che coinvolge l'ex vice-Premier albanese, Belinda Balluku, già sotto indagine per presunte violazioni e illeciti nell'assegnazione di gare d'appalto pubbliche.
Secondo le ricostruzioni della Procura albanese, il punto di contatto tra Tare e l'esponente politica riguarderebbe una villa situata sulla costa ionica dell'Albania. Gli inquirenti ipotizzano che l'immobile potesse rappresentare una tangente destinata alla Balluku per favorire un'impresa edile in un appalto legato a Albcontrol, la società di controllo del traffico aereo. Per mascherare l'operazione e far perdere le tracce del passaggio di proprietà, la struttura sarebbe stata fittiziamente intestata proprio a Igli Tare.