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Milan-Rangnick, la resa dei conti: il tedesco vuole una risposta dal Diavolo. Ecco la deadline

Daniele Triolo Redattore 
Ralf Rangnick aspetta il Milan prima dell'Austria. Chiesti pieni poteri sul mercato e scouting: la decisione finale spetta a Gerry Cardinale. Come andrà a finire questa vicenda? Non bisognerà aspettare ancora molto per capirlo

Ralf Rangnick è partito per gli Stati Uniti d'America, dove guiderà l'Austria ai Mondiali, senza aver ancora definito il suo futuro professionale. La Federazione calcistica austriaca (ÖFB) sta premendo molto sul tecnico tedesco: l'obiettivo è fargli firmare il rinnovo del contratto prima dell'inizio ufficiale della kermesse calcistica, dove l'Austria debutterà il 17 giugno contro la Giordania. Tuttavia, i piani della Federazione si scontrano con un'attesa strategica: Rangnick aspetta una chiamata decisiva dal Milan.

Le condizioni di Rangnick a Casa Milan: richieste e pieni poteri

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Come riportato dall'edizione odierna de 'La Gazzetta dello Sport', il manager tedesco si aspetta una risposta definitiva da 'Casa Milan' entro l'inizio della prossima settimana. Rangnick darà il suo benestare al club di Via Aldo Rossi per ricoprire il ruolo di direttore tecnico dei rossoneri solo a determinate condizioni.

Il nocciolo della trattativa risiede nelle richieste del tecnico, che esige pieni poteri su tutta l'area sportiva. Questo approccio centralizzato ricalca fedelmente il celebre "Modello Red Bull" (già applicato con successo a Lipsia e Salisburgo), un sistema basato sulla verticalizzazione delle decisioni che storicamente esclude figure dirigenziali intermedie. Il suo progetto di ristrutturazione prevede il controllo totale su:

  • Scelta dell'allenatore della prima squadra e dei relativi collaboratori;
  • Riorganizzazione profonda del settore giovanile e del network di scouting;
  • Gestione autonoma e diretta delle strategie di calciomercato.
  • Un punto non negoziabile per Rangnick è l'assenza di interferenze da parte di altri dirigenti all'interno dell'area tecnica della società.


    Il bivio di Gerry Cardinale e l'impatto sul progetto Milan Futuro

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    L'approvazione del "pacchetto Rangnick" rappresenta per il Milan un passo dal forte impatto economico e strutturale. Accettare la filosofia del manager tedesco significa assumersi un impegno notevole sia in termini di investimenti finanziari, sia di organico da mettere sotto contratto, modificando l'attuale monte ingaggi societario dedicato alla dirigenza.

    In queste ore cruciali, il proprietario di RedBird Gerry Cardinale sta valutando attentamente se imboccare o meno questa strada. La decisione è complessa e tocca un nervo scoperto: figure dirigenziali di spicco come Vincenzo Vergine (responsabile del settore giovanile) e Jovan Kirovski sono già operative nella programmazione a lungo termine del vivaio rossonero e nello sviluppo strategico del progetto Milan Futuro. L'innesto del manager tedesco azzererebbe di fatto i piani triennali già deliberati dalla divisione sportiva attuale.

    Matrimonio o rottura definitiva? Il weekend della verità

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    Si prospetta un fine settimana di attesa e profonda riflessione all'interno dell'ambiente rossonero. Nei prossimi giorni si capirà se il Diavolo – a sei anni di distanza dal primo storico 'flirt' risalente all'era Zvonimir Boban-Paolo Maldini – abbraccerà definitivamente la filosofia calcistica di Rangnick o se, per la seconda volta, questo matrimonio proprio non s'avrà da fare.