Se Rangnick dovesse accettare la direzione tecnica, il prescelto per la panchina rossonera sarebbe Oliver Glasner (fresco vincitore della Conference League con il Crystal Palace e già atteso dal Milan martedì per un colloquio), con il giovane Matthias Jaissle come prima alternativa.
La fazione Ibrahimović: l'asse strategico con la scuderia Pimenta
—Sull'altro fronte dello scacchiere siede Zlatan Ibrahimović. Lo svedese, dopo aver avallato la "rivoluzione di maggio" che ha azzerato la vecchia dirigenza, non ha alcuna intenzione di ricoprire un ruolo di facciata e reclama centralità assoluta nelle decisioni sportive. Per questo motivo, Ibra si oppone alla centralizzazione dei poteri richiesta da Rangnick.
La controproposta di Ibrahimović si sviluppa lungo l'asse strategico guidato dalla potente agente Rafaela Pimenta, erede dell'impero di Mino Raiola. Il ticket alternativo prevede:
Il nodo cruciale: perché Zlatan teme l'ombra di Rangnick
—Come rivelato dal Corriere della Sera, il motivo del veto di Ibrahimović è di natura prettamente politica. Rangnick, per legarsi al Milan, esige carta bianca assoluta: controllo totale sulla scelta del tecnico, sull'area scouting, sulle strategie di calciomercato e sulle giovanili. Un'egemonia a 360 gradi che finirebbe per depotenziare la figura di Ibrahimović, lasciandogli nuovamente le mani legate proprio nel momento in cui intende imprimere il suo marchio sul nuovo Milan.
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