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Milan, Cardinale ha scelto Rangnick: ecco come cambierà il ruolo di Ibrahimović

Daniele Triolo
Gerry Cardinale punta sulla scuola tedesca per il nuovo Milan: pieni poteri a Ralf Rangnick nell'area tecnica, mentre Zlatan Ibrahimović si allontana dal campo

A tre settimane dalla rivoluzione societaria e tecnica avviata al Milan, la visione del proprietario Gerry Cardinale inizia a delinearsi in modo concreto. Il managing partner del fondo RedBird, dopo una fitta serie di colloqui e video-chiamate internazionali, ha tracciato la nuova rotta strategica del club rossonero. L'obiettivo è chiaro: avviare un modello calcistico integrato e fortemente futuristico, affidando la direzione tecnica a Ralf Rangnick e la panchina a Oliver Glasner.

Questa transizione vede il pieno appoggio di Massimo Calvelli, attuale responsabile dell'area sport di RedBird. Calvelli sta momentaneamente esercitando le funzioni di amministratore delegato a Casa Milan, in attesa della formalizzazione della sua nomina ufficiale. La scelta di puntare sul binomio Rangnick-Glasner rappresenta una virata netta verso la scuola calcistica di matrice Red Bull, storicamente basata su scouting scientifico, valorizzazione dei giovani e calcio ad alta intensità.

Il nodo Rangnick e l'equilibrio con Zlatan Ibrahimović

Il nodo centrale della trattativa risiede nelle condizioni poste da Rangnick. Il manager tedesco ha sempre preteso il controllo totale dell'area tecnica — dalla prima squadra fino al settore giovanile — come condizione indispensabile per accettare l'incarico. Questa richiesta di piena indipendenza calcistica ha storicamente trovato la netta opposizione di Zlatan Ibrahimović, attuale Senior Advisor di RedBird per il Milan.

Tuttavia, secondo le ultime indiscrezioni del Corriere dello Sport, l'equilibrio interno starebbe cambiando. Ibrahimović dovrebbe continuare a esercitare il suo ruolo di leadership istituzionale e societaria per conto di RedBird, ma senza operare direttamente sulle decisioni di campo. Questo parziale ridimensionamento dell'area di influenza dello svedese sembra essere stato l'elemento decisivo in grado di convincere Rangnick a sposare il progetto milanista.

La ÖFB e i dettagli della svolta rossonera

La Federazione Calcistica Austriaca (ÖFB) sta tentando una mossa formale per trattenere Rangnick nel ruolo di Commissario Tecnico, offrendogli un rinnovo contrattuale fino al 2028. Nonostante il forte legame con la nazionale austriaca, le prospettive di una gestione totale e autonoma del Milan sembrano però aver convinto definitivamente il tecnico tedesco a preferire la sfida della Serie A.

La presunta accettazione delle clausole di autonomia da parte di Cardinale spiana la strada a una rivoluzione strutturale. L'arrivo di Glasner in panchina — tecnico che condivide la medesima filosofia verticale e aggressiva di Rangnick — conferma la volontà societaria di standardizzare l'identità tattica del Milan a ogni livello del club.