PIANETAMILAN news milan rassegna stampa Il Milan al bivio Rangnick: Cardinale vuole prima il DT, poi l’allenatore. Le tempistiche
ULTIME MILAN NEWS

Il Milan al bivio Rangnick: Cardinale vuole prima il DT, poi l’allenatore. Le tempistiche

Daniele Triolo Redattore 
Ralf Rangnick fissa le condizioni per accettare l'incarico di direttore tecnico del Milan: autonomia sul mercato e zero ingerenze da Zlatan Ibrahimović tra i tanti paletti fissati. Gerry Cardinale vuole chiudere il DT prima dell'allenatore

A distanza di ben 17 giorni dallo scossone che ha ridefinito i vertici del Milan, le grandi manovre per la ricostruzione del club sono entrate nel vivo. Il managing partner del fondo RedBird e proprietario rossonero, Gerry Cardinale, ha impresso una svolta radicale azzerando la precedente area sportiva e tecnica. Un addio collettivo che ha coinvolto l'ex amministratore delegato Giorgio Furlani, il direttore tecnico Geoffrey Moncada, il direttore sportivo Igli Tare e l'allenatore Massimiliano Allegri.

Per colmare il vuoto operativo e tracciare la nuova rotta, Cardinale si è affidato ai suoi uomini di massima fiducia all'interno dell'universo RedBird: Massimo Calvelli e Zlatan Ibrahimović (Senior Advisor per il club). La ricerca della figura chiave a cui affidare la direzione tecnica ha portato dritta a un profilo di spessore internazionale: il tedesco Ralf Rangnick.

Chi è Ralf Rangnick: il profilo ideale per il nuovo Milan

—  

Tedesco, classe 1958, Rangnick è internazionalmente riconosciuto come uno dei più grandi innovatori del calcio moderno. Il suo curriculum parla chiaro:

  • L'ascesa dell'Hoffenheim: artefice principale del miracolo che ha portato il club tedesco fino ai vertici della Bundesliga.

  • Il modello Red Bull: pietra miliare e mente strategica del progetto calcistico del gruppo austriaco, un network di successo partito da Salisburgo e sviluppatosi poi in Germania con il Lipsia.
  • Il profilo del manager tedesco, attualmente Commissario Tecnico della Nazionale austriaca, rappresenta per RedBird il perfetto connubio tra valorizzazione dei giovani, sostenibilità finanziaria e identità di gioco ben definita.

    Le condizioni di Rangnick: richiesta di pieni poteri

    —  

    L'offerta del Milan ha incassato l'interesse e lo stimolo intellettuale di Rangnick, il quale ha però posto a Cardinale una condizione imprescindibile per accettare l'incarico: l'autonomia decisionale assoluta. Il piano del tecnico tedesco prevede una gestione totale e centralizzata, strutturata su punti precisi:

    1. Controllo totale sul mercato e sul vivaio

    —  

    Rangnick esige la piena gestione del calciomercato della Prima Squadra e il potere di indirizzare la programmazione e gli investimenti del settore giovanile.

    2. Gestione tecnica e dello spogliatoio

    —  

    Il manager vuole l'autonomia nella gestione diretta dell'allenatore e delle dinamiche interne allo spogliatoio, oltre alla scelta dei professionisti che dovranno comporre lo staff per ricostruire il club dalle fondamenta.

    3. Clausola di non interferenza societaria

    —  

    La richiesta più delicata riguarda l'assenza di ingerenze nel proprio lavoro da parte di altre figure dirigenziali già operative nell'orbita societaria, con particolare riferimento a Zlatan Ibrahimović e a Jovan Kirovski (dirigente responsabile del Milan Futuro).

    Il bivio societario: le posizioni dei media

    —  

    La palla passa ora a Gerry Cardinale, chiamato a rispondere alle richieste di un manager che non accetta compromessi gestionali. Sul tavolo della trattativa si registrano visioni differenti da parte delle principali testate giornalistiche sportive:

    La Gazzetta dello Sport: sottolinea che non ci sono stati contatti dell'ultima ora tra le parti. La priorità assoluta di Cardinale resta quella di definire l'organigramma del direttore tecnico, per poi affondare il colpo decisivo sulla panchina. E servirà, secondo la 'rosea', una settimana per incastrare il tutto.

    Il Corriere dello Sport: evidenzia come l'idea di governance condivisa tra Cardinale e Ibrahimović mal si concili con il profilo di un "accentratore di potere" come Rangnick, lasciando intuire potenziali distanze filosofiche.

    L'ombra di Oliver Glasner e l'alternativa Austria

    —  

    Nonostante il nodo dirigenziale sia ancora da sciogliere, gli indizi sulla futura guida tecnica portano a un nome preciso: l'austriaco Oliver Glasner. Il profilo dell'allenatore è emerso durante i numerosi incontri (sia di persona che in videoconferenza) tra Cardinale, Ibrahimović, Calvelli e lo stesso Rangnick, che lo ha suggerito alla dirigenza rossonera come profilo ideale per la panchina.

    Nel frattempo, sul tavolo del manager tedesco c'è una proposta concreta di rinnovo contrattuale con la ÖFB (la Federazione Calcistica Austriaca) per prolungare la sua avventura come CT della Nazionale fino al 2028. Rangnick riflette e attende che le promesse fatte dalla dirigenza rossonera si trasformino in garanzie scritte. In caso contrario, la sua scelta finale tornerà a essere immediata e lineare: la permanenza sulla panchina dell'Austria.