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Milan, c’è il “sì” di Glasner al progetto: ha rifiutato un club europeo per i rossoneri

Daniele Triolo Redattore 
L'austriaco Oliver Glasner è in pole per sostituire Massimiliano Allegri sulla panchina del Milan nella stagione 2026-2027. Aspetta solo l'ultima chiamata dalla proprietà RedBird: rifiutato il Feyenoord. I dettagli

Il casting per la panchina del Milan è arrivato a una stretta decisiva. Oliver Glasner, allenatore austriaco classe 1974 reduce dalla straordinaria esperienza in Inghilterra alla guida del Crystal Palace, vuole fortemente il club rossonero e spera di insediarsi a Milanello il prima possibile. Il tecnico ha già espresso il suo totale gradimento al progetto. La sua candidatura è balzata in pole position per raccogliere l'eredità di Massimiliano Allegri, e ora si attende solo il via libera definitivo da parte dei vertici di via Aldo Rossi.

Il ruolo di Gerry Cardinale e del management RedBird

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La scelta finale sulla guida tecnica spetta in prima persona a Gerry Cardinale, managing partner del fondo RedBird e proprietario del Milan. Il tycoon statunitense si sta affidando ai pareri dei suoi uomini di fiducia all'interno della struttura societaria: Zlatan Ibrahimović e il top manager Massimo Calvelli. È proprio questa coppia dirigenziale che sta conducendo in prima persona i colloqui esplorativi e i tavoli di trattativa con i profili internazionali da ormai due settimane.

L'ultimo meeting di sei ore tra la proprietà del Milan e i rappresentanti di Glasner ha sancito una totale comunione d'intenti, come vi abbiamo più volte raccontato. Pur di cogliere l'opportunità rossonera – considerata il definitivo salto di qualità per la propria carriera – l'allenatore austriaco ha deciso di mettere da parte ogni altra proposta sul tavolo, congelando in extremis anche il forte inserimento degli olandesi del Feyenoord, come anticipato da De Telegraaf.

Perché Glasner piace a RedBird: bacheca europea e filosofia tattica

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Il profilo del tecnico austriaco sposa perfettamente i parametri e gli algoritmi societari di RedBird per due motivi principali.


  • Il DNA vincente in Europa: Glasner vanta una bacheca internazionale di assoluto rilievo, certificata dal trionfo in Europa League nel 2022 con l'Eintracht Francoforte (con cui ha tenuto una media di 1.51 punti a partita) e dalla storica Conference League conquistata solo poche settimane fa alla guida del Crystal Palace (1.56 punti di media a partita in 121 gare).
  • Un'identità tattica moderna: la sua filosofia di gioco si distacca nettamente dai dogmi della gestione precedente. Il suo calcio è fatto di intensità massimale, pressing alto e asfissiante sul portatore di palla e transizioni verticali immediate.
  • Una proposta dinamica e aggressiva. Non si tratta del possesso posizionale esasperato alla Cesc Fàbregas, ma rappresenta una rottura totale con l'impostazione tattica di Allegri. La palla passa ora a Gerry Cardinale per l'ultimo "ok" definitivo.