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Milan, addio a Franco Baresi: il Capitano che scelse l'inferno per toccare il cielo

Daniele Triolo
Il mondo del calcio piange il leggendario numero 6 rossonero. Martedì i funerali a Sant'Ambrogio, proclamato il lutto cittadino a Milano

Una notizia drammatica stringe il cuore del mondo del calcio e di tutto il popolo rossonero. Si è spento ieri, all'ospedale 'Humanitas' di Rozzano (MI), all'età di 66 anni, Franco Baresi, leggenda immortale del Milan e della Nazionale Italiana. Il leggendario "Piscinin" lottava da circa un anno contro un brutto male, dopo essere stato operato l'anno scorso per un nodulo polmonare. L'annuncio ufficiale è arrivato la mattina presto direttamente dal Milan, che ha espresso il proprio straziante cordoglio attraverso una nota diffusa sui canali ufficiali della società.

L'emozione legata al suo ricordo è vivissima: solo pochi mesi fa, Franco ci aveva regalato la sua ultima, orgogliosa immagine pubblica. In uno stadio di San Siro gremito e collegato con tutto il mondo, aveva sfilato come storico tedoforo per la cerimonia inaugurale delle Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina, un momento che la sua presenza ha reso memorabile per sempre.

Il cordoglio del Milan: "Abbiamo perso un battito del nostro cuore"

Il club di Via Aldo Rossi ha voluto ricordare il proprio eterno leader con parole toccanti, capaci di riassumere cosa abbia rappresentato la sua figura per generazioni di tifosi:
"Non è semplice comunicare la perdita di un battito del nostro cuore, di uno dei respiri della nostra anima. Ma tutto il Milan e tutti i Milanisti devono provare ad essere all'altezza di Franco Baresi, bisogna farsi forza e raccogliere tutte le energie utili, pur fra le lacrime e la commozione di un momento che pesa tantissimo. Franco ci ha lasciati... Abbracciamo tutti uniti il ricordo gigantesco di Franco, sapendo che ci terrà sempre per mano, e che ci darà una motivazione in più per ogni istante della nostra vita rossonera. Per sempre. Perché Baresi è per sempre".

Sulle piattaforme social del club, il Milan ha poi aggiunto una profonda riflessione sul significato della sua iconica maglia numero 6, ritirata dal club proprio in suo onore.

"La Storia del Milan è in lacrime per la scomparsa di Franco Baresi. Il suo esempio e la sua profondità saranno, per sempre come la sua maglia numero 6, parte integrante e fondamentale del DNA e del cammino di tutto il Club".

Funerali a Sant'Ambrogio e lutto cittadino a Milano

La scomparsa di Franco Baresi lascia un vuoto incolmabile non solo nella tifoseria rossonera, ma in chiunque ami lo sport e i suoi valori più nobili. Fuoriclasse straordinario in campo e uomo di rara profondità fuori dal rettangolo di gioco, ha ricevuto l'omaggio unanime dei più grandi campioni della storia del calcio mondiale.

I funerali di Franco Baresi si terranno il prossimo martedì 4 agosto, alle ore 11:00, presso la Basilica di Sant'Ambrogio a Milano. Per l'occasione, il sindaco Giuseppe Sala ha già proclamato il lutto cittadino. È prevista la folla delle grandi occasioni, la stessa marea umana che riempiva San Siro quando a guidare i rossoneri sul prato verde c'era il Capitano con il braccio alzato a comandare la difesa.

Dalle origini a Travagliato all'Olimpo del calcio mondiale

Nato a Travagliato (BS) l'8 maggio 1960, Baresi ha vissuto un'infanzia segnata da origini umili e contadine e dalla prematura perdita dei genitori. Cresciuto dalla sorella insieme al fratello Giuseppe, visse la celebre bocciatura al provino con l'Inter. Ma il destino lo attendeva sull'altra sponda del Naviglio: al terzo tentativo convinse gli osservatori del Milan.

Il debutto in Serie A arrivò giovanissimo, il 23 aprile 1978, in un Verona-Milan terminato 1-2. Fu l'alba della leggenda di quello che Diego Armando Maradona, nel 1989, definì senza esitazione "il difensore più forte della storia del calcio".

Il Capitano dei due mondi: dalla Serie B al Milan degli Invincibili

La grandezza di Baresi si è misurata soprattutto nei momenti più bui. Il numero 6 scelse di scendere nell'inferno della Serie B per ben due volte, rifiutando offerte economiche faraoniche pur di non tradire i suoi colori. Diventato capitano nel 1982, ha guidato la risalita del Diavolo verso il tetto del mondo.
È stato il leader silenzioso e carismatico del Milan degli Immortali di Arrigo Sacchi (1987-1991) e dei successivi Invincibili di Fabio Capello (1991-1996). Il suo palmarès straordinario recita:

  • 6 Scudetti
  • 4 Supercoppe Italiane
  • 3 Coppe dei Campioni / Champions League
  • 2 Supercoppe Europee
  • 2 Coppe Intercontinentali

In vent'anni di gloriosa carriera (1977-1997), unicamente con la maglia rossonera, ha collezionato 719 presenze, realizzando 33 gol e fornendo 24 assist. Con la maglia della Nazionale vanta 81 presenze: si è laureato Campione del Mondo a Spagna 1982, conquistando successivamente il bronzo a Italia '90 e lo storico, seppur doloroso, argento a Usa '94.