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Il Milan e la tentazione Rangnick: le richieste a Cardinale per andare incontro alla svolta totale

Daniele Triolo Redattore 
Ore decisive in casa Milan. Ralf Rangnick detta le condizioni a Gerry Cardinale per accettare il ruolo di direttore tecnico del club rossonero con pieni poteri: ecco i dettagli della trattativa

Sono giorni decisivi per il futuro societario e sportivo del Milan. La trattativa per portare Ralf Rangnick in via Aldo Rossi è entrata nella sua fase calante e spartiacque. La dirigenza rossonera ha messo sul piatto un'offerta chiara: il ruolo di direttore tecnico (DT) con l'obiettivo di accentrare la filosofia sportiva del club. Dal canto suo, l'attuale Commissario Tecnico della Nazionale austriaca ha risposto delineando una serie di condizioni imprescindibili a Gerry Cardinale e al management di RedBird. Se la proprietà statunitense soddisferà queste richieste, un matrimonio nato originariamente nel 2020, e poi bruscamente interrotto, potrà finalmente celebrarsi.

Il precedente del 2020: dal corteggiamento di Gazidis al rilancio di Pioli

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Le strade del Milan e del manager tedesco si erano già incrociate sei anni fa. All'epoca, sotto la gestione del fondo Elliott, l'amministratore delegato Ivan Gazidis aveva individuato nell'allora Head of Football del gruppo Red Bull l'uomo perfetto a cui affidare la panchina e la ricostruzione tecnica per la stagione 2019-2020. Rangnick, d'altronde, vantava un curriculum d'eccezione: artefice del miracolo Hoffenheim e mente strategica dietro l'espansione globale del calcio targato Red Bull con il consolidamento di realtà come Salisburgo e Lipsia.

Tuttavia, lo straordinario cammino nel finale di campionato del Milan guidato da Stefano Pioli – capace di inanellare una striscia di risultati positivi nella parentesi estiva post-pandemia – spinse la dirigenza a confermare il tecnico emiliano. A bloccare l'approdo del tedesco contribuì anche il fermo ostruzionismo interno di pilastri societari come Paolo Maldini e Zvonimir Boban, fermamente contrari alla rivoluzione tedesca.

Il nuovo piano di Gerry Cardinale: Rangnick al vertice dell'area sportiva

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A distanza di anni, la dirigenza del Milan è tornata alla carica, modificando però la natura della proposta. Non più la panchina, bensì la scrivania da direttore tecnico. Gerry Cardinale vede nell'esperienza del manager tedesco l'elemento chiave per inaugurare un ciclo sostenibile e vincente, basato su una struttura dirigenziale solida, ramificata e fortemente orientata allo scouting d'élite. Il fulcro dell'intera trattativa risiede nella totale autonomia decisionale richiesta da Rangnick durante i recenti colloqui, sia di persona sia in videoconferenza.


Le 4 richieste di Rangnick per il controllo totale del club

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Per apporre la firma sul contratto, il tecnico di Backnang esige l'assenza totale di interferenze esterne nella gestione dell'area sportiva. Le sue richieste si articolano su quattro macro-aree:

  • Gestione tecnica: autonomia di scelta sul nome del futuro allenatore della prima squadra.
  • Organigramma societario: nomina diretta del direttore sportivo di sua fiducia.
  • Scouting e Dati: riorganizzazione radicale del reparto di match analyist e della rete di osservatori.
  • Settore Giovanile: controllo e unificazione della metodologia d'allenamento dall'Under 10 fino all'Under 19.
  • Come riportato dalle colonne di Tuttosport, Rangnick è fortemente attratto dalla prospettiva di sbarcare a Milano, considerandola la vera e propria "perla" a coronamento della sua lunga carriera nel calcio europeo.

    L'ostacolo ÖFB e il fattore tempo: i nodi da sciogliere

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    La decisione finale è ora nelle mani di Cardinale, ma il fattore tempo gioca un ruolo cruciale. Rangnick ha parallelamente sul tavolo una proposta di rinnovo contrattuale fino al 30 giugno 2028 avanzata dalla ÖFB (la Federcalcio austriaca) per proseguire il suo percorso come CT della Nazionale. La federazione preme per una risposta immediata.

    I margini temporali per blindare l'accordo sono ristretti anche per ragioni logistiche: se RedBird accetterà le condizioni del tedesco, Rangnick dovrà trasferire a Milano un intero staff composto da circa 20 professionisti di fiducia. Le diplomazie sono al lavoro, ma il momento delle scelte definitive è ufficialmente arrivato.