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Rivoluzione Milan, Rangnick sarà direttore tecnico. Ma solo a determinate condizioni

Daniele Triolo Redattore 
Il Milan punta su Ralf Rangnick come nuovo Direttore Tecnico dopo il ribaltone societario e tecnico operato nei giorni scorsi da RedBird. Le richieste del tedesco su pieni poteri nel suo ruolo e la scelta del nuovo allenatore per il Diavolo

Dopo la decisione radicale di Gerry Cardinale, managing partner del fondo RedBird, di azzerare l'intera area tecnica e dirigenziale del Milan — che ha portato ai licenziamenti ufficiali dell'amministratore delegato Giorgio Furlani, del direttore tecnico Geoffrey Moncada, del direttore sportivo Igli Tare e dell'allenatore Massimiliano Allegri — il club rossonero ha avviato la ricostruzione dalle sue fondamenta. A Zlatan Ibrahimović, nel suo ruolo strategico di Senior Advisor e partner operativo di RedBird, il compito e la responsabilità di individuare le figure ideali per colmare il vuoto di potere a 'Casa Milan'.

I fitti contatti diplomatici di questi giorni hanno delineato una strategia chiara: affidare la direzione tecnica globale a Ralf Rangnick. Il manager tedesco, classe 1958, vanta un curriculum internazionale di altissimo profilo grazie alle esperienze sulle panchine di Schalke 04, Hoffenheim, Lipsia e Manchester United, ed è attualmente impegnato come Commissario Tecnico della Nazionale dell'Austria. Il profilo di Rangnick rappresenta una scelta di rottura, mirata a importare a Milano un modello sportivo sostenibile e vincente, basato sulla valorizzazione dei giovani e su una precisa identità tattica.

Il modello RedBull e lo scouting: la filosofia di Rangnick

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Padrino riconosciuto del Gegenpressing e fonte di ispirazione per allenatori d'élite come Jürgen Klopp e Julian Nagelsmann, Rangnick si è distinto nel panorama calcistico mondiale soprattutto per le sue straordinarie doti manageriali. La sua capacità di strutturare club da zero e scovare talenti prima della loro consacrazione internazionale è comprovata dai fatti: fu lui a scoprire e lanciare un giovanissimo Roberto Firmino ai tempi dell'Hoffenheim, oltre a essere l'architetto del miracolo Lipsia, club portato stabilmente ai vertici della Bundesliga e in Champions League.

Rangnick è stato la mente strategica dell'intero progetto calcistico targato RedBull, una galassia che ha visto tra i suoi punti di forza anche il RB Salisburgo. In quel contesto, il dirigente tedesco ha battezzato la crescita professionale di Oliver Glasner e fornito una guida tecnica fondamentale a Matthias Jaissle. Due profili che oggi tornano d'attualità per il futuro assetto tattico del club rossonero.


Cosa chiede Ralf Rangnick per dire sì al Milan: le condizioni

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Secondo le ultime indiscrezioni di mercato raccolte a seguito del summit strategico avvenuto a Vienna, Rangnick ha espresso sensazioni positive in merito alla proposta rossonera, ma ha fissato paletti molto rigidi per il suo sbarco a Milano. Per firmare il contratto, il manager richiede pieni poteri decisionali nell'area sportiva, massima autonomia operativa e la totale assenza di interferenze esterne nelle sue scelte di campo e di mercato.

Questo pacchetto di richieste include anche la facoltà di scegliere il nuovo allenatore. Se da un lato Rangnick ha caldeggiato i profili dei suoi fedelissimi come Jaissle, la dirigenza valuta parallelamente piste internazionali di spessore: sono infatti emersi contatti concreti con Mauricio Pochettino, attualmente Commissario Tecnico della Nazionale degli U.S.A., inserito in una ristretta corsa a tre per la panchina del Milan.

Pochettino o Jaissle: chi sarà il nuovo allenatore del Milan?

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La storia recente del Milan impone prudenza. La convivenza tra anime dirigenziali forti in Via Aldo Rossi ha già mostrato crepe in passato, motivo per cui la richiesta di assoluta chiarezza avanzata da Rangnick si rivela un passaggio obbligato per evitare cortocircuiti gestionali. La palla passa ora a Cardinale e Ibrahimović. Se la risposta alle condizioni del tedesco sarà affermativa, il Milan potrà ufficialmente inaugurare un ciclo totalmente inedito, fondato su pieni poteri, competenza e programmazione a lungo termine.