Pianeta Milan News Milan Rassegna stampa Milan, comincia l'era Amorim: il nuovo tecnico sfida la storia e i fantasmi di Fonseca e Conceição

Milan, comincia l'era Amorim: il nuovo tecnico sfida la storia e i fantasmi di Fonseca e Conceição

Daniele Triolo
Al via il raduno a Milanello per il tecnico portoghese a caccia di riscatto dopo Manchester: obiettivo, fare meglio dei suoi connazionali che lo hanno preceduto

Nominato ufficialmente lo scorso 16 giugno e presentato alla stampa a "Casa Milan" mercoledì 8 luglio, Rúben Amorim inizia oggi, lunedì 13 luglio, la sua avventura sul campo. Con il raduno mattutino e il primo allenamento pomeridiano a Milanello, prende il via la stagione 2026-2027 del Milan. Il tecnico portoghese, reduce da un cammino glorioso in patria — dove ha bacheca una Coppa di Lega con lo Sporting Braga e ben 5 trofei, inclusi due campionati, alla guida dello Sporting Lisbona —, sbarca a Milano con una ferocissima voglia di riscatto dopo la parentesi negativa al Manchester United, conclusasi con l'esonero dello scorso gennaio.

Il tabù degli allenatori stranieri in Serie A: la statistica

La sfida che attende Amorim non è solo di natura tattica, ma anche storica. Come evidenziato dall'edizione odierna de La Gazzetta dello Sport, la Serie A si è storicamente rivelata un terreno ostico e spietato per i tecnici nati oltre confine. L'ultimo allenatore straniero a cucirsi lo Scudetto sul petto è stato Cristian Chivu con l'Inter pochi mesi fa. Il rumeno, tuttavia, rappresenta un'eccezione: calcisticamente è cresciuto in Italia ed è nel nostro Paese che si è formato come allenatore nelle retrovie delle giovanili, rendendolo di fatto "italiano d'adozione".

Escludendo il recente exploit di Chivu, per trovare un altro tecnico straniero capace di trionfare in Italia bisogna scavare nel passato e citare un connazionale dello stesso Amorim:

  • José Mourinho: campione d'Italia con l'Inter nel 2009 e nel 2010 (l'anno del Triplete).

Le analogie tra i due, però, si fermano qui. Se lo "Special One" ereditò da Roberto Mancini una macchina da guerra già collaudata e vincente, Amorim si trova a raccogliere le macerie di un Milan reduce da due stagioni consecutive ben al di sotto delle aspettative generali. Il suo compito sarà quello di ricostruire la mentalità del gruppo attraverso un calcio aggressivo e dominante.

Il fantasma dei predecessori portoghesi sulla panchina del Milan

Le parole d'ordine "calcio dominante" riaccendono inevitabilmente i fari sui recenti e dolorosi fallimenti della gestione lusitana a Milanello. Amorim dovrà essere bravo a scacciare i fantasmi del passato prossimo:
  1. Paulo Fonseca (stagione 2024-2025): presentatosi con gli stessi identici propositi di gioco propositivo, visse una parabola brevissima conclusasi con il traumatico esonero il 30 dicembre 2024.
  2. Sérgio Conceição: subentrato a stagione in corso, riuscì sì a sollevare la Supercoppa Italiana nella Final Four di Riyadh (Arabia Saudita), ma naufragò nel finale d'anno perdendo la finale di Coppa Italia e trascinando il Milan a un deludente ottavo posto in campionato, con la conseguente esclusione da tutte le coppe europee.
L'obiettivo minimo a brevissimo termine per Rúben Amorim sarà dunque quello di fare immediatamente meglio dei suoi due illustri predecessori portoghesi. Solo dopo aver ridato stabilità e identità all'ambiente rossonero, il nuovo condottiero potrà tentare l'assalto a quel tabù storico e provare a emulare le gesta che Mourinho compì sull'altra sponda dei Navigli.