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Milan, Ordine duro su Rangnick dopo Spagna-Austria: "Non è venuto? Meno male!"

Redazione PianetaMilan.it
Franco Ordine, noto giornalista che si occupa di Milan, è tornato a parlare del mancato arrivo di Ralf Rangnick: "Sarebbe stato l'uomo sbagliato". Ecco perché

Alla fine è andata bene così? Franco Ordine sembra rispondere di sì. Ralf Rangnick era il candidato numero uno per prendere le redini del nuovo Milan. Una gestione ampia e su più livelli, dalla scelta dell'allenatore alla gestione delle giovanili. Un progetto ambizioso, che però non vedrà mai la luce: l'attuale CT dell'Austria non ha trovato un accordo con il Milan e Cardinale, che riservavano qualche dubbio ed incertezza sui poteri che avrebbero affidato al tedesco.

Le ultime prestazioni della sua Nazionale però sembrano non far rimpiangere questa scelta, come ribadisce il noto giornalista rossonero, Franco Ordine, nel suo editoriale per il Corriere dello Sport:

"Il tecnico, in partenza per gli Usa con la sua nazionale, aveva preparato una serie di condizioni (potere assoluto sulla parte tecnica, dalla scelta dell’allenatore fino al settore giovanile), che trasmesse al numero uno di RedBird non ebbero alcuna risposta. Tanto da indurre lo stesso Rangnick, qualche giorno dopo, a rendere nota l’amara realtà: «Non si sono più fatti sentire!». Adesso nei circoli del tifo milanista il commento dopo Spagna-Austria è stato il seguente: «Meno male!». Tutto sommato vedendo l’Austria difendere, in dieci dietro la linea della palla, senza riuscire a impostare una sola trama offensiva degna di citazione, a tal punto da riscuotere nella contabilità della sfida il misero 0,03xG (gol attesi), il Milan ha “scansato” un rischio. Perché se è vero che la ricerca dell’allenatore del dopo Max deve avere alcune caratteristiche («provare a vincere e non solo a non perdere»; dixit Cardinale e Ibra), Rangnick sicuramente sarebbe stato l’allenatore sbagliato sulla panchina sbagliata".

Sarebbe stato l'uomo sbagliato per il Milan?

E' normale che il dubbio sorga nella testa dei milanisti. Rangnick è un uomo di calcio e che respira calcio ormai da decenni. Avrebbe avuto un ruolo diverso nel Milan, non quello da allenatore, il che rende meno utile il paragone con la "debacle" della sua Austria. Trattando però della sua esperienza in Nazionale, non si può tracciare una linea buttando tutto il suo lavoro a causa di una brutta sconfitta con la travolgente Spagna: in 49 partite sulla panchina austriaca, ha ottenuto un bilancio di 1,90 punti per partita: non male per una nazionale che certo, ha una buona rosa, ma che difficilmente può puntare a vincere un Mondiale. L'Austria negli ultimi anni è cresciuta esponenzialmente, basti pensare al passaggio nel girone di fuoco di Euro 2024 come prima classificata, sopra Francia e Olanda.
L'idea di un futuro alternativo può stuzzicare le menti ma, nonostante tutto, il Milan sembra aver intrapreso ormai la propria strada: Cardinale ha costruito il nuovo Milan intorno ai suoi uomini e affidando le decisioni di campo e di mercato all'allenatore stesso, Amorim. Il tempo ci dirà se questo Milan Amorim-centrico funzionerà e se sarà stata la scelta giusta, ma il Club rossonero ha deciso così: non ci resta che attendere.