Pianeta Milan News Milan Rassegna stampa Milan, Amorim ha deciso: ecco perché il titolare adesso è Musah e non Modrić

Milan, Amorim ha deciso: ecco perché il titolare adesso è Musah e non Modrić

Daniele Triolo
L'analisi atletica del Corriere dello Sport evidenzia il divario fisico tra lo statunitense e il croato nel 3-4-2-1 del tecnico portoghese

Nel dibattito tattico che sta accompagnando il nuovo corso del Milan guidato dal tecnico portoghese Rúben Amorim, emerge un verdetto chiaro dall'analisi del match di Serie A contro la Lazio allo stadio Olimpico: il centrocampo rossonero, schierato con il 3-4-2-1, trova maggiore equilibrio e solidità con l'atletismo di Yunus Musah rispetto alla qualità del Pallone d'Oro 2018 Luka Modrić. Quella che a prima vista potrebbe sembrare un'eresia calcistica è in realtà una precisa necessità e tattica, confermata dallo stesso Amorim nel post-partita con un emblematico "non sono pazzo", volto a difendere le gerarchie attuali di una squadra in piena ricostruzione.

Perché il Milan di Amorim preferisce i muscoli di Musah

La scelta di preferire lo statunitense all'ex Valencia non è una bocciatura per il fuoriclasse croato, ma una richiesta esplicita del rettangolo verde. Con Musah sul terreno di gioco, la mediana rossonera acquista corsa, muscoli, forza nei contrasti e un atletismo straripante. Caratteristiche fisiche che Modrić, a 41 anni appena compiuti, non può chiaramente garantire con la stessa continuità.

Il calcio di Rúben Amorim è una macchina che si alimenta di pressing alto, intensità e transizioni rapide. In questo scacchiere, le doti fisiche diventano fondamentali, sebbene la gestione delle forze varierà inevitabilmente in base all'avversario, alla strategia della partita e alle condizioni fisiche dei singoli interpreti al fianco dei due mediani.

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I dati a confronto: il divario atletico in Lazio-Milan

A confermare scientificamente la bontà delle rotazioni del tecnico sono i numeri analizzati dal Corriere dello Sport relativi all'ultima sfida di campionato. Il confronto tra i report atletici dei due centrocampisti evidenzia una netta discrepanza nelle prestazioni fisiche:
  • Sprint totali: Musah ne mette a referto ben 12, a fronte dei soli 5 registrati dal croato.
  • Velocità massima: lo statunitense tocca i 36 km/h, staccando di quasi dieci punti Modrić, fermo a 26,6 km/h.
  • Corsa a media intensità: Musah copre 906 metri contro i 702 metri del compagno di reparto.
  • Alta intensità e allunghi: la distanza percorsa ad alta intensità dall'americano (486 metri) è praticamente il doppio rispetto a quella del croato (246 metri).

Questi dati non devono sorprendere, ma certificano l'esistenza di due profili calcistici diametralmente opposti, capaci di interpretare il ruolo di mediano in modi totalmente differenti.

Il ruolo di Modrić e le scelte verso Benfica e Lecce

Se da un lato Musah garantisce lo strapotere fisico, dall'altro Amorim si aspetta da Luka Modrić una gestione oculata e cerebrale del possesso palla. Per l'allenatore portoghese, il controllo del ritmo attraverso il palleggio rappresenta il fulcro primario su cui edificare la fase difensiva del Milan, togliendo l'iniziativa agli avversari.
Tuttavia, nell'immediato futuro che precede la sosta per le Nazionali, le gerarchie sembrano tracciate. Nelle sfide cruciali contro il Benfica in Europa League e contro il Lecce in campionato, è ampiamente verosimile che Musah partirà ancora una volta titolare, lasciando il campione croato pronto a subentrare dalla panchina per congelare la partita nella ripresa.

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