Razzismo verso Maignan, la città di Udine e la Curva prendono le distanze
Sabato scorso, durante Udinese-Milan del 'Bluenergy Stadium', il portiere rossonero Mike Maignan è rimasto vittima di episodi, incresciosi, di razzismo nei suoi confronti da alcuni tifosi della Curva bianconera. La Curva, ha commentato 'La Gazzetta dello Sport' oggi in edicola, ha preso le distanze dagli imbecilli, ripetendo che non ha nulla a che fare con certi gesti isolati.
Udinese-Milan, razzismo verso Maignan: presto presi altri colpevoli
Nel frattempo, però, la Polizia sta cercando di individuare altri responsabili. Forse alcuni minorenni che avrebbero dato della 'scimmia' al portiere francese del Milan. Gli inquirenti, a tal proposito, sono fiduciosi di identificarne alcuni già oggi a grazie ad alcuni filmati.
La città di Udine, intanto, ha risposto sdegnata a quanto accaduto. Non vuole essere accusata di razzismo. Anche se, non va dimenticato, la Curva nel maggio scorso era finita nel mirino per l'invasione di campo con rissa con i tifosi del Napoli che festeggiavano lo Scudetto appena vinto.
La città di Udine rifiuta l'epiteto di razzista: il commento dell'Assessore
Chiara Dazzan, Assessore allo Sport del Comune di Udine ed ex calciatrice in Serie A, ha detto: «Non siamo razzisti e non lo è lo stadio. Ma il gesto eclatante di Maignan, con cui sono d’accordo e solidarizzo, ci dà lo spunto per fare riflessioni profonde sul funzionamento e le dinamiche del sistema socio-culturale di cui facciamo parte e di cui gli stadi sono una delle rappresentazioni. Ognuno di noi dovrebbe raccogliere il messaggio del portiere e cominciare a fare la propria parte. La prevenzione passa dalle azioni quotidiane». LEGGI ANCHE: Mercato Milan, Pioli ha chiesto questi due giocatori >>>
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