Amorim infiamma il Milan: "Voglio la Seconda Stella". Poi scopre le carte sul futuro di Modrić
Nella sala stampa di 'Casa Milan', nel pomeriggio di ieri, ha preso ufficialmente il via l'avventura di Rúben Amorim sulla panchina rossonera. Il tecnico portoghese non ha usato mezzi termini, andando dritto al punto ed evitando il 'low profile'. L'ex allenatore dello Sporting Lisbona e del Manchester United ha dichiarato apertamente di puntare allo Scudetto della Seconda Stella, spostando l'asticella ben oltre l'obiettivo minimo della qualificazione in Champions League .
«Quando ci si mette in gioco e in discussione bisogna vincere il più possibile. Noi vogliamo la seconda stella, un obiettivo difficile, ma ci proveremo. Per me è una grande sfida e cercheremo di vincerla giocando un calcio dominante e offensivo»
AC Milan Amorim 9 luglio 2026
Le sue parole, ampiamente riprese da La Gazzetta dello Sport e dai principali quotidiani sportivi in edicola, riaccendono in casa Milan il concetto di "calcio dominante". Si tratta di una filosofia che già il suo connazionale, Paulo Fonseca, aveva tentato di proporre nell'estate 2024, senza tuttavia trovare fortune. Amorim, d'altro canto, ha già dimostrato con i fatti la bontà delle sue idee: sulla panchina dello Sporting Lisbona è riuscito nell'impresa di riportare il titolo della Primeira Liga ai Leões dopo un digiuno storico durato 19 anni. Un traguardo che ora punta a replicare all'ombra del Duomo.
Il mercato e il nodo Luka Modrić: la richiesta di Amorim
I piani di rinascita del Milan passeranno inevitabilmente dalle scelte di mercato e dalla gestione dei leader dello spogliatoio. Il nome caldo è quello di Luka Modrić, il cui contratto con il Real Madrid è scaduto lo scorso 30 giugno, rendendolo ufficialmente un parametro zero di lusso. Il tecnico lusitano ha parlato così pubblicamente del fuoriclasse croato:«È un giocatore che vogliamo tenere, per la sua esperienza e la sua classe. Ho già parlato con lui due volte e, se serve, sono pronto ad andare a parlarci di nuovo. Penso che sia un elemento chiave per noi, specialmente all’inizio per avere più possesso palla. Non sto dicendo che giocherà ogni partita, ma vogliamo davvero contare su di lui nella prossima stagione. So che anche la dirigenza lo ha contattato: adesso gli lascerò qualche giorno di vacanza per pensare, poi ...»
Rivoluzione tattica: dal 3-5-2 di Allegri al 3-4-2-1
L'avvento di Amorim segnerà una profonda metamorfosi sul piano tattico ed estetico. Se sotto la gestione di Massimiliano Allegri il croato Modrić agiva da regista classico all'interno di un centrocampo a tre nel modulo 3-5-2, il nuovo Milan si disporrà stabilmente con il 3-4-2-1, marchio di fabbrica del tecnico portoghese. A cambiare non sarà solo la disposizione della mediana a due, ma l'intera attitudine della squadra: addio definitivo al blocco difensivo basso e alle repentine ripartenze, per fare spazio a un baricentro alto e a una manovra propositiva.«Spero possa vedersi qualcosa del calcio che ho in mente fin dall’inizio, fin dalla prima gara. È chiaro che non si può cambiare tutto in un colpo, ma a livello di gioco voglio partire in quinta. Bisogna fare più gol, segnare di più. Voglio un calcio dominante e so che c’è bisogno di lavorare. Questo faremo fin dal primo giorno. C’è fame di successi e di vincere. Paragoni con la scorsa stagione? Ho grande rispetto per Allegri e non voglio pensare a come giocava il suo Milan. Ogni allenatore ha le proprie idee, è normale. Io voglio giocare con la palla, recuperarla velocemente, dominare l’avversario e mostrare ai tifosi un bello spettacolo»
Riconquistare San Siro nel segno della propria personalità
L'obiettivo primario del nuovo corso sarà anche quello di ricucire il rapporto con la tifoseria rossonera, profondamente delusa per la perdita della qualificazione in Champions League avvenuta proprio all'ultima giornata della passata stagione, e stanca delle incertezze societarie vissute durante il mese di giugno. Amorim ha dimostrato di conoscere perfettamente la piazza:«So qual è il feeling in città e cosa vuol dire aver perso all’ultima di campionato il quarto posto. Ho trovato un bel progetto che ho sposato dopo il primo incontro. Ora devo convincere la gente con il lavoro, sottolineando che non tutto potrà essere strabiliante da subito. Però posso promettere che farò sempre il meglio per il club. Vogliamo vincere: la prima partita, la seconda e poi anche le altre»
«Sono totalmente diverso da lui. Ho tantissimo rispetto per Mou e spero di poterlo chiamare amico, ma non vi aspettate... del Mourinho da me. Mi auguro di vincere come ha fatto lui all’Inter, questo sì, ma con la mia personalità»
Ciò che emerge con chiarezza è l'orgoglio del tecnico lusitano nel guidare un club dalla forte tradizione europea, i cui destini si sono spesso incrociati con quelli del Benfica (squadra in cui Amorim è cresciuto) fin dagli anni Novanta. Per Amorim si tratta della sfida più grande della carriera, e le premesse per un'annata da protagonisti ci sono tutte.
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