Milan, scoppia il caso Modrić? La dura verità di Amorim e la svolta tattica che cambia il futuro del croato
L'edizione odierna de La Gazzetta dello Sport ha dedicato un approfondito focus a Luka Modrić, centrocampista del Milan finito sotto i riflettori dopo la prestazione opaca di sabato scorso allo stadio Olimpico contro la Lazio. Sostituito dall'allenatore Rúben Amorim durante l'intervallo con il Diavolo in svantaggio di due reti, il fuoriclasse croato ha disputato contro i biancocelesti in Serie A forse la sua peggior partita da quando indossa la maglia rossonera, sollevando interrogativi sul suo attuale posizionamento tattico.
Dalla protezione di Allegri all'intensità di Amorim: cosa è cambiato per Modrić
Alla base di questo improvviso calo di rendimento ci sono motivazioni puramente tattiche. Nella passata stagione, la sua prima a Milano, il Pallone d'Oro 2018 si era imposto come leader assoluto della squadra guidata da Massimiliano Allegri. Nel 3-5-2 dell'allenatore livornese, Modrić agiva protetto e supportato da due mezzali dinamiche, riuscendo a schermare la difesa e a disegnare calcio in fase di impostazione con relativa libertà. Con l'arrivo di Amorim, lo scenario è mutato radicalmente.Lazio-Milan Modrić 14 settembre 2026
Nel 3-4-2-1 del tecnico lusitano il centrocampo perde un elemento. A 41 anni compiuti, Modrić si trova costretto a correre molto di più, coprendo ampie porzioni di campo sia in verticale sia in orizzontale, perdendo inevitabilmente lucidità in fase di possesso. Inoltre, a differenza del blocco difensivo basso tipico del Milan di Allegri, la squadra di Amorim attua un pressing iper-offensivo: quando i rossoneri perdono il pallone, il croato è obbligato a sfiancanti rincorse all'indietro per ricompattare il reparto.
Le parole di Amorim e la nuova gestione del croato tra campionato e coppa
Amorim ha capito le difficoltà della squadra a Roma e ha raddrizzato Lazio-Milan inserendo Diego Moreira e Christian Pulisic, richiamando Modrić in panchina all'intervallo per fare spazio al dinamismo di Yunus Musah. Nel post-partita, il tecnico ha analizzato con franchezza la prestazione del suo numero 14:«Se trasformiamo la gara in continui capovolgimenti di fronte e corse all’impazzata, non è il tipo di partita per Luka. In più penso che Modrić si abbassasse troppo vicino ai centrali di difesa».
Secondo la "rosea", queste dichiarazioni avrebbero parzialmente scosso il centrocampista, poco abituato a ricevere critiche pubbliche dai propri allenatori. Se da un lato è evidente che a 41 anni la tenuta atletica non possa essere quella dei tempi d'oro, dall'altro emerge il sospetto che l'abito tattico del Milan di Amorim non sia cucito su misura per le sue caratteristiche. Questo non significa però che Modrić verrà confinato stabilmente in panchina.
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