Pianeta Milan News Milan Rassegna stampa Amorim vuota il sacco: la verità sul turnover del Milan, il piano per Modrić e la frase che gasa i tifosi

Amorim vuota il sacco: la verità sul turnover del Milan, il piano per Modrić e la frase che gasa i tifosi

Daniele Triolo
Il tecnico rossonero analizza la sosta record e risponde alle critiche sulle rotazioni: "Questo non è il mio Milan, dobbiamo creare di più come squadra"

L'allenatore del Milan, Rúben Amorim, ha rilasciato una profonda intervista a Sky Sport Insider, le cui dichiarazioni più significative sono state riprese oggi in edicola dal Corriere dello Sport. Il tecnico portoghese ha analizzato il momento d'oro dei rossoneri durante una sosta per le Nazionali che, per la prima volta nella storia della Serie A, è insolitamente molto lunga. L'ex allenatore di Sporting Lisbona e Manchester United ha fatto il punto sulla gestione del gruppo, rispondendo anche alle critiche sul turnover e tracciando il futuro tattico di pilastri come Luka Modrić e dei giovani talenti Francesco Camarda e Alphadjo Cisse.

Il calendario congestionato e le critiche sul turnover del Milan

La sosta di ben tre settimane non spaventa Rúben Amorim, il quale sposta la sua attenzione su ciò che accadrà subito dopo la ripresa del campionato: «Non è una preoccupazione, perché dobbiamo adattarci a quello che succede nel nostro mondo e non c’è molto che possiamo fare. Tre settimane o due cambiano poco», ha spiegato il mister rossonero. «Se c’è una vera preoccupazione, riguarda il numero di partite che ci aspettano da qui in avanti. Questo mi preoccupa di più, insieme al ritmo che dovremo tenere».

Per superare un mese di ottobre che si preannuncia infernale, il Milan dovrà fare inevitabilmente affidamento sulle rotazioni, una scelta che finora è costata ad Amorim qualche critica di troppo per la mancanza di un undici fisso. Il tecnico ha risposto con fermezza: «Cercherò sempre di schierare la formazione migliore, tenendo conto anche di quello che potrebbe servire nella seconda parte della gara. Guardando queste prime cinque partite, è già chiaro che tutti i giocatori entrati dalla panchina hanno inciso positivamente. Non possiamo pensare solo agli undici titolari. E poi con due giorni tra una partita e l’altra è impossibile affidarsi sempre agli stessi: dobbiamo essere pronti tutti, e su questo lavoriamo ogni giorno».

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Da Camarda a Modrić: la gestione dei singoli nello scacchiere rossonero

Il focus di Amorim si è poi spostato sulla crescita della fase offensiva, che non deve dipendere esclusivamente dai singoli terminali come Gonçalo Ramos o il giovane Francesco Camarda: «Dobbiamo migliorare come squadra per creare più occasioni, ma non è un discorso che riguarda solo Camarda e Gonçalo Ramos. Non faccio differenze tra i giocatori, non importa l’età o il minutaggio. La mia preoccupazione principale è creare più occasioni per tutti i miei giocatori: per Christian Pulisic, per Camarda, per Alphadjo Cisse. È un lavoro di squadra».

Un capitolo a parte merita la gestione del fuoriclasse Luka Modrić. A 41 anni, il croato non può più essere un titolare inamovibile, sia per ragioni anagrafiche sia per il dispendio energetico richiesto dal 3-4-2-1 di Amorim rispetto al 3-5-2 più conservativo della passata stagione sotto la guida di Massimiliano Allegri. Il tecnico portoghese ha speso parole al miele per il suo campione: «Sto cercando di gestire Luka nel modo migliore per la squadra. È impossibile che un giocatore di quell’età giochi sempre a quell’intensità. L’unica cosa che posso dire è che si allena come un ragazzino, con una voglia e un entusiasmo che fanno piacere a tutti. Modrić ama il calcio, ama stare sul campo e questo è fondamentale per noi. Sono davvero contento di averlo nel gruppo».

L'identità del club: «Questo non è il Milan di Amorim, il Milan è il Milan»

In chiusura del suo intervento a Sky Sport Insider, Amorim ci ha tenuto a precisare come il percorso di crescita della squadra sia ancora lungo e ha voluto rigettare con forza le personalizzazioni giornalistiche: «Mancano ancora molte cose, e lo dico senza problemi. Cerchiamo di dominare il gioco in modo più costante, giochiamo bene in alcuni momenti ma abbiamo ancora molto da fare. Non mi piace sentir parlare di questo come il Milan di Amorim: il Milan è il Milan, ha una storia e un’identità che va oltre il nome di un allenatore».
L'obiettivo finale rimane quello di plasmare un gruppo solido e cinico, capace di superare ogni ostacolo del calendario: «Voglio una squadra riconoscibile, capace di vincere anche quando le cose non vanno perfettamente. Siamo ancora lontani dal nostro potenziale, ma abbiamo bisogno di tempo e di continuità. Abbiamo tante partite, dobbiamo vincere e migliorare in parallelo, e non è semplice».

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