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Milan, piccoli azionisti in rivolta: “RedBird patetica”. Tifosi pronti al boicottaggio allo stadio

Daniele Triolo Redattore 
L'Associazione Piccoli Azionisti (APA) del Milan attacca Gerry Cardinale e RedBird dopo il caos societario. Campagna abbonamenti 2026-2027 a rischio diserzione dei tifosi rossoneri, anche quelli più affezionati. Si rischia un caos pazzesco

Il terremoto societario che ha portato all'azzeramento dei vertici operativi del Milan (Furlani, Moncada, Tare e Allegri) non ha sortito l'effetto di placare la contestazione della piazza. Al contrario, la tifoseria rossonera ha spostato il focus della protesta direttamente sul proprietario e managing partner del fondo RedBird, Gerry Cardinale, e sul suo Senior Advisor, Zlatan Ibrahimović, accusati di aver creato un pericoloso vuoto di potere gestionale proprio alla vigilia della cruciale sessione estiva di calciomercato.

La frattura istituzionale si è ulteriormente aggravata con la presa di posizione ufficiale dell'APA (Associazione Piccoli Azionisti) del Milan, che ha rilasciato una nota dai toni durissimi nei confronti della proprietà statunitense.

"Che la proprietà pensi di potersi sottrarre alle sue responsabilità — e alla sua vergogna — con il repulisti di tutta la sua prima linea manageriale è semplicemente patetico", si legge nel comunicato diffuso dall'organo di rappresentanza dell'azionariato diffuso.

L'accusa dei piccoli azionisti: plusvalenze contro successi sportivi

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Nel testo dell'APA viene criticato l'approccio ideologico portato dal fondo americano sin dal suo insediamento a Milano. I piccoli azionisti denunciano una netta divergenza tra le strategie industriali della proprietà e le ambizioni sportive della piazza:


"RedBird si è presentata spiegando presuntuosamente di essere depositaria di una nuova concezione del calcio che si sarebbe presto imposta in tutto il mondo. In verità, si tratta di divaricare irreversibilmente gli obiettivi della proprietà (rivendere la società con una plusvalenza miliardaria) dall'ambizione dei supporter milanisti, il successo sportivo".

Questa dura requisitoria ha trovato immediata sponda non solo nelle storiche componenti del tifo organizzato, come la Curva Sud Milano e l'Old Clan — già protagonisti di scioperi del tifo e striscioni di dissenso — ma anche nella galassia diffusa dei Milan Club italiani ed esteri, ormai compatti nel contestare la gestione del brand.

Il nodo abbonamenti 2026-2027 e lo spettro del modello Torino-Lazio

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La crisi di consensi rischia di riflettersi immediatamente sui bilanci del club, in particolare sulla imminente campagna abbonamenti per la stagione 2026-2027. Secondo quanto rilevato dalle colonne di Tuttosport, prima della sfida interna contro il Cagliari del 24 maggio scorso erano filtrate indiscrezioni circa un possibile piano di aumento delle tariffe per le tessere stagionali.

Uno scenario che appare commercialmente impraticabile alla luce della mancata qualificazione alla UEFA Champions League, che priverà il club di ricavi minimi da botteghino stimati intorno ai 40 milioni di euro. Molti sostenitori storici si stanno interrogando sull'opportunità di rinnovare la tessera, accelerando un processo di "gentrificazione" dello stadio di San Siro, sempre più popolato da turisti e spettatori occasionali a scapito del pubblico fidelizzato. Qualora le tariffe dovessero subire rincari, il rischio concreto è quello di una diserzione di massa, simile a quelle che hanno storicamente colpito piazze come il Torino di Urbano Cairo o la Lazio di Claudio Lotito, lasciando l'impianto semi-deserto nelle gare casalinghe.

Le implicazioni per il brand RedBird

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Per un fondo d'investimento come RedBird, che basa la propria strategia sulla valorizzazione del marchio e sulla massimizzazione dei ricavi commerciali, un clima di aperta ostilità interna rappresenta un pesante danno d'immagine. Ibrahimović avrà il compito, a partire dalla prossima settimana, di presentare alla piazza figure di spessore internazionale per l'area tecnica. Solo annunci di alto profilo legati al nuovo direttore tecnico e all'allenatore potranno invertire una tendenza che rischia di compromettere la stabilità economica del club per il prossimo esercizio finanziario.