Milan, il nuovo uomo mercato: la mossa di Cardinale e quella storica frase di Boban che gela l'ambiente
Nella serata di domenica, Gerry Cardinale – managing partner del fondo RedBird e proprietario del Milan – ha sciolto le riserve sulla composizione del nuovo management del club di Via Aldo Rossi. La linea tracciata è netta: nessun nuovo ingresso dall'esterno, nessun profilo internazionale come "Head of Football" e nessuna nomina per le caselle tradizionali di direttore tecnico o direttore sportivo.
Cardinale ha optato per una profonda riorganizzazione delle risorse interne, promuovendo Hendrik Almstadt al ruolo di Director of Player Trading. Ma cosa comporta, concretamente, questa qualifica nello scacchiere societario? Come approfondito dal Corriere dello Sport oggi in edicola, Almstadt diventerà il vero e proprio punto di riferimento operativo per il calciomercato del Milan.
AC Milan Almstadt 23 giugno 2026
La nuova filiera del mercato rossonero: chi comanda?
A dispetto del titolo formale, il dirigente tedesco non si occuperà del mero player trading finalizzato alla sola generazione di plusvalenze. Nel senso più ampio del termine, Almstadt gestirà in prima persona le trattative di compravendita dei calciatori. La filiera decisionale seguirà una precisa catena di comando:- Scouting e dati: Bobby Gardiner (Director of Football Intelligence) e Donato Lomonte (responsabile area scout) individuano i profili idonei tramite algoritmi e relazioni sul campo.
- Indicazione tecnica: l'allenatore Rúben Amorim valuta i profili e fornisce il suo avallo tecnico.
- Negoziazione operativa: Hendrik Almstadt conduce le trattative di mercato.
- Chiusura finanziaria: l'amministratore delegato Massimo Calvelli appone la firma finale sui contratti dal punto di vista economico.
Il passato di Almstadt: dall'era Elliott alla Premier League
Almstadt non è un volto nuovo a Milanello: è approdato in rossonero nel 2019 sotto la gestione di Elliott Management Corporation. All'epoca, il suo ruolo era essenzialmente quello di "controllore finanziario", con il compito di monitorare e vidimare le operazioni di mercato che la vecchia dirigenza, composta da Zvonimir Boban, Paolo Maldini e Frederic Massara, intendeva portare a termine.Il retroscena: la storica sfuriata di Zvonimir Boban
La nomina di Almstadt ha riacceso i riflettori su un vecchio aneddoto che evidenzia la complessità del suo personaggio all'interno delle dinamiche milaniste. In un'intervista rilasciata in passato al canale YouTube "Milan Hello" del giornalista sportivo Andrea Longoni, l'ex dirigente rossonero Zvonimir Boban si era espresso in toni decisamente duri ed espliciti in merito al ruolo del manager tedesco:
"Ci avevano pure messo uno lì, un certo Hendrik, non so, non capisce un… cosa ne capisce lui di pallone… che lui doveva avallare quello che noi facevamo, come un ‘controllore tecnico' a Maldini e Boban… aveva un documento interno e via così".
A distanza di anni da quella frattura totale, Cardinale ha deciso di affidare proprio ad Almstadt le chiavi operative delle trattative del Milan, certificando il definitivo passaggio del club a un modello di gestione aziendale e statistica, lontano dalle figure tradizionali del calcio italiano.
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