Massimiliano Allegri ha trovato un accordo biennale con il Napoli a 4,5 milioni di euro netti a stagione. La firma è bloccata dal contenzioso con il Milan per la buonuscita da un milione di euro lordo. Ecco la situazione attuale
Il ribaltone panchine in Serie A vive ore frenetiche. Sollevato dall'incarico di guida tecnica del Milan da Gerry Cardinale all'indomani del ko interno con il Cagliari, Massimiliano Allegri ha già virtualmente definito la sua prossima avventura professionale. Il manager toscano è stato scelto dal Napoli per raccogliere l'eredità di Antonio Conte, una mossa che sulla carta alleggerisce le casse rossonere dall'ingaggio del tecnico, sotto contratto con il Milan fino al 30 giugno 2027.
I rappresentanti legali di Allegri e il club partenopeo hanno raggiunto un'intesa di massima su base biennale, con un'opzione di rinnovo unilaterale a favore del Napoli per una terza stagione. L'accordo economico prevede un ingaggio da 4,5 milioni di euro netti a stagione. A cui si aggiungeranno ricchi bonus legati al raggiungimento dei traguardi sportivi in Serie A e in Champions League.
Il nodo economico: la discrepanza da un milione lordo
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Nonostante la totale convergenza sulla parola, Allegri non ha ancora apposto la firma sul nuovo contratto con la società azzurra. Il motivo dello stallo risiede nella differenza economica tra i 5 milioni netti che il tecnico avrebbe percepito nel suo ultimo anno di contratto a Milano e i 4,5 milioni offerti da Aurelio De Laurentiis. L'entourage dell'allenatore pretende che il fondo RedBird copra questa differenza di 500mila euro netti, pari a circa un milione di euro al lordo, sotto forma di incentivo all'esodo (buonuscita).
Secondo quanto dettagliato da La Gazzetta dello Sport, questa specifica fattispecie era già regolata nero su bianco da un patto siglato un anno fa tra l'ex tecnico e la precedente dirigenza milanista. Tuttavia, l'attuale management di Casa Milan fa filtrare una linea di totale fermezza: il club rossonero non intende sborsare alcuna cifra aggiuntiva. Ritenendo forse come il passaggio immediato a una diretta concorrente estingua di fatto ogni pendenza morale.