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Tomori: “Allegri fondamentale, ha portato solidità. Leao? Questo momento passerà”

Alessia Scataglini
Alessia Scataglini
Il difensore del Milan Fikayo Tomori, è stato protagonista di una lunga intervista per la 'Gazzetta dello sport': le sue parole...

Mentre il Milan continua a prepararsi in vista del big match contro la Juventus, gara in programma domenica 26 alle ore 20:45, uno dei protagonisti principali, Fikayo Tomori, ha voluto rilasciare una lunga intervista ai microfoni de 'La Gazzetta dello Sport'.

Il difensore rossonero, arrivato a Milano nel 2021 e che ha collezionato, fino ad ora, 158 presenze e 6 gol (due dei quali contro i bianconeri), ha voluto parlare sia della sfida di domenica, che di altre tematiche. Il difensore inglese si è soffermato molto sulla stagione dei rossoneri, per poi spostarsi a parlare sia dell'importanza di Allegri che della situazione legata a Rafael Leao.

Ultimo ma non per importanza, il capitolo legato alla Nazionale, con il Mondiale ormai alle porte. Ecco, dunque, di seguito, le sue dichiarazioni in merito:

 Milan, parla Tomori

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Sull’avvi­ci­na­mento a Milan-Juve: «Gra­zie alla vit­to­ria a Verona, abbiamo ini­ziato bene la set­ti­mana. Dopo due ko, era impor­tante pren­derci i tre punti al Ben­te­godi e lo abbiamo fatto. Ora lo spi­rito e il morale sono più alti».


Sulle gare perse: «Non lo so. Pote­vamo fare meglio diverse cose come l’ordine tat­tico in una gara o la qua­lità dei pas­saggi in un’altra, ma nell’arco della sta­gione certi errori pur­troppo capi­tano. L’impor­tante è ripar­tire e noi a Verona ci siamo riu­sciti, pur non offrendo una gran­dis­sima pre­sta­zione».

Sulla Juventus: «È una grande squa­dra, con grandi gio­ca­tori e un alle­na­tore molto bravo. Cono­sco Boga da quando era­vamo nelle gio­va­nili del Chel­sea: è forte come lo sono Yil­diz, Thu­ram, Con­ceiçao e David».

Sui gol contro i bianconeri: «Se arri­vasse la terza sarei con­tento, ma solo in caso di vit­to­ria».

Sul tentativo della Juventus di portarlo a Torino: «Lo scorso anno è stato dif­fi­cile e non siamo arri­vati in Europa. C’erano delle voci sul mio futuro anche per­ché non gio­cavo tanto. Io però non ne ho mai par­lato e non ho appro­fon­dito l’argo­mento: il mio unico pen­siero era tor­nare tra i tito­lari e aiu­tare la squa­dra. Ora sto gio­cando di più e sono felice».

"Mi sento milanista... la Champions il nostro obiettivo"

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Sul Milan: «Indosso que­sta maglia quasi da cin­que sta­gioni e mezzo e mi sento mila­ni­sta. Ho vinto lo scu­detto nel 2022 e quel pome­rig­gio di festa in pull­man, in cen­tro a Milano, è dif­fi­cile toglier­melo dalla testa. Quando sono arri­vato mi sono sen­tito subito come a casa e non è cam­biato nulla».

Sul rinnovo di contratto: «Non ci penso tanto. Il club e i miei agenti trat­tano e io sono foca­liz­zato sulle ultime cin­que par­tite per­ché gio­care la Cham­pions è il nostro obiet­tivo».

Sull'importanza di Allegri per il Milan: «Appena arri­vato ci ha ricor­dato che negli ultimi 2-3 anni ave­vamo subito tante reti e che lui voleva por­tare più soli­dità in difesa. Non pote­vamo finire dove vole­vamo se in ogni gara subi­vamo 2-3 reti... Ci ha tra­smesso il desi­de­rio di sof­frire pur di non pren­dere gol e la sua voglia di vin­cere. Noi gio­ca­tori siamo con­tenti con lui per­ché è una brava per­sona e un alle­na­tore molto pre­pa­rato».

Sullo stile di gioco: «Non c’è un solo modo per difen­dere o attac­care: se ti devi abbas­sare per coprire gli spazi, non è una ver­go­gna. L’impor­tante è non avere fre­ne­sia».

Sullo scudetto dell'Inter: «Rispetto al tri­co­lore del 2022 siamo rima­sti io, Sae­le­mae­kers, Mai­gnan, Gab­bia e Leao: tutti vogliamo vin­cere ancora, vivere altri momenti come quelli. Quest’anno abbiamo creato una base con la quale pos­siamo cre­scere e fare meglio in futuro. Prima però qua­li­fi­chia­moci alla Cham­pions».

Su Leao: «Ci cono­sciamo da 6 anni ed è un grande gio­ca­tore. Ogni per­sona passa un momento in cui le cose che cerca di fare non gli rie­scono, ma tutti sanno le qua­lità che ha Rafa. Anche gli avver­sari lo cono­scono e per que­sto lo rad­dop­piano o lo tri­pli­cano. È un grande pro­fes­sio­ni­sta e vuole aiu­tare la squa­dra».

"Mondiale? Ho la speranza di giocare"

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Sugli attaccanti: «Suc­cede... Magari si sbloc­che­ranno dome­nica con­tro la Juve. Abbiamo cin­que attac­canti bravi, ognuno con i suoi obiet­tivi e le sue carat­te­ri­sti­che, ma tutti le met­tono al ser­vi­zio del Milan per­ché tor­nare in Cham­pions è troppo impor­tante».

Sul Mondiale: Inghilterra si, Italia no: «Ho spe­ranza e la voglia di gio­care il Mon­diale. Darò tutto in que­sto finale di sta­gione per­ché avvenga. Mi dispiace invece per la vostra Nazio­nale e per Tonali, che è mio amico: in Bosnia tifavo per gli azzurri ed ero con­vinto ce la potes­sero fare».

Sul suo futuro: «Voglio gio­care fino a 35-36 anni e qual­che altra sta­gione davanti ce l’ho, ma poi spero di sfrut­tare la lau­rea in Busi­ness Mana­ge­ment, magari per lavo­rare assieme a mio padre che si occupa di bilanci».

Sul suo film preferito (la ricerca della felicità): «La lezione che dà Will Smith è fan­ta­stica: come lui nella vita di tutti i giorni cerco sem­pre di dare il mas­simo, di trat­tare le per­sone bene».