Pato commovente: "Amo più il Milan che mia moglie". Di Ancelotti "Un padre", poi si lascia andare ai ricordi
Alexandre Pato resterà per sempre nel cuore dei tifosi milanisti, così come il Milan è rimasto nel suo. Il "Papero" è tornato a parlare dei suoi anni in rossonero in una bella intervista concessa ai microfoni di 'CBS Sports Golazo'. Di seguito, le sue parole.
Sui suoi compagni al Milan: “Quando sono arrivato al Milan sono entrato nello spogliatoio e ho visto le foto e le targhette dei nomi: Kakà, Seedorf, Pirlo, Gattuso, Maldini, persino Ronaldo... Ho pensato «wow, devo cercare di stare tranquillo, di non sognare troppo»".
Su Ancelotti: “Ancelotti mi ha dato fiducia. Ha chiamato il suo cane con il mio nome, avevamo quel tipo di rapporto. Carlo è più di un allenatore, è un amico, un padre. Quando sono arrivato a Milano avevo 17 anni, ero ancora un ragazzo. Da quando sono entrato nei cancelli di Milanello, mi ha preso per mano e mi ha detto: «Entra, voglio presentarti agli altri giocatori». Li ha chiamati e ha detto: «Ragazzi questo è Pato». Tutti si sono presentati e hanno detto che erano lì per me se avevo bisogno. Per me è il miglior allenatore di sempre”.
Pato
Sul suo amore per il Milan: “Il Milan è come il club che non vuoi mai lasciare, vuoi rimanere lì per sempre. Io amo il Milan a volte anche più di mia moglie. Lei può capire, non so i miei figli. Il Milan sarà per sempre nel mio cuore”.
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