Nazionale, Spalletti non ci sta: "Maldini era il nuovo di cui avevamo bisogno"
Luciano Spalletti, allenatore della Juventus, commenta le dimissioni di Paolo Maldini dalla Nazionale dopo la bocciatura di Andrea Pirlo come CT
Nel giro di pochi giorni, l'organigramma della Nazionale è stato completamente stravolto. Paolo Maldini aveva proposto Andrea Pirlo come commissario tecnico, ma il sistema politico si è messo di traverso per un accordo commerciale tra l'ex regista e un sito di scommesse russo. Il presidente della Figc Giovanni Malagò ha deciso di non procedere con Pirlo, portando Maldini a dimettersi dal ruolo di direttore tecnico a soli quindici giorni dalla firma del Contratto. Ventiquattro ore dopo, Roberto Mancini è stato nominato CT, mentre Claudio Ranieri ha assunto il ruolo di direttore tecnico. Una vicenda complessa, su cui ha preso posizione anche Luciano Spalletti.
Nazionale, Spalletti 'difende' Maldini
L'ex CT della Nazionale e attuale allenatore della Juventus ha commentato la dimissioni di Maldini dal ruolo di direttore tecnico dell'Italia al termine dell'amichevole contro il Nizza. Spalletti ha preso posizione in difesa dell'ex difensore del Milan, spiegando che avrebbe potuto rappresentare il cambiamento che il movimento calcistico italiano necessita dopo tre Mondiali di fila saltati."Maldini rappresentava davvero il nuovo di cui avevamo bisogno. È un po' come quando fai l'aggiornamento sul telefonino: il mio era troppo vecchio e l'aggiornamento non è passato. Così, invece di comprare un telefono nuovo, siamo rimasti con quello vecchio senza aggiornarlo. Maldini era la persona giusta per mettere una marcia alta con la macchina in corsa. E invece di ingranare la quarta, è rientrata la seconda e siamo andati avanti così. Abbiamo proprio sbagliato marcia".
La linea Maldini
Come dimostrato anche al Milan, Paolo Maldini non è un dirigente disposto a scendere a compromessi. Integrità e coerenza sono principi che hanno sempre contraddistinto lo storico capitano rossonero, sia da calciatore che da direttore tecnico. Il dietrofront di Malagò non è piaciuto all'ex difensore, che ha preferito dimettersi piuttosto che continuare ad impegnarsi in un progetto che non avrebbe sentito suo.© RIPRODUZIONE RISERVATA